ROMA – C'e' una sala giochi che offre perfino un servizio di babysitter per le mamme malate d'azzardo. Il posto e' a Roma, periferia Est, ma ne avrebbe potuto usufruire la madre di 36 anni di Tivoli che per due volte ha lasciato i suoi due gemellini di un anno in auto per giocare al videopoker. La seconda volta e' stata denunciata e i bimbi sono stati affidati a un centro d'accoglienze. Non c'e' solo la sala attrezzata per i bambini tra le scoperte della polizia amministrativa di Roma, che ha controllato agenzie di raccolta scommesse, sale bingo e sale giochi nella capitale e in provincia. In alcuni casi c'erano anche sportelli bancomat per agevolare i prelievi dei giocatori.
Nel territorio controllato, un giocatore d'azzardo su tre e' donna, spesso mamma, casalinga o libera professionista. E questo trend e' in crescita, visto che con la crisi economica aumenta anche la necessita' di guadagnare denaro extra.
Quando la passione per il gioco d'azzardo diventa una malattia si parla di ludopatia. Dieci gli indicatori principali che la rivelano, secondo il profilo tracciato dalle psicologhe della polizia Giorgia Minotti e Rita Staccone. I comportamenti del giocatore da tenere in considerazione sono i seguenti: e' totalmente preso dal pensiero del gioco; aumenta sempre di piu' l'importo delle cifre puntate; cerca di smettere senza successo; diventa ansioso e irrequieto in astinenza da gioco; gioca per sfuggire ad altri problemi e difficolta' personali; persevera nonostante le perdite; mente a tutti, anche alle persone piu' vicine, come i familiari; commette azioni illegali, anche furti, pur di avere soldi per poter giocare; mette a repentaglio le relazioni personali; si affida a chiunque pur di ottenere prestiti.
La maggior parte degli uomini affetti da ludopatia ha circa 40 anni e si tratta spesso di disoccupati o liberi professionisti. Le donne hanno invece tra i 40 e i 50 anni, spesso sono casalinghe o libere professioniste.
Di sicuro, sempre secondo gli esperti, si tratta di un giocatore che alla fine ''non puo' considerarsi vincente, perche' spende sempre nel gioco le somme che incassa''.
Sono dieci gli indicatori principali per stabilire quando la passione per il gioco d'azzardo diventa una patologia: di sicuro, secondo gli esperti, si tratta di un giocatore che alla fine "non può considerarsi vincente, perché spende sempre comunque nel gioco le somme che incassa".
Il profilo della persona affetta da ludopatia è stato tracciato dalle psicologhe della polizia di Stato Giorgia Minotti e Rita Staccone, dopo una serie di controlli in varie sale di scommesse, Bingo e videopoker di Roma e provincia dagli agenti della polizia amministrativa. Proprio in questura sono stati numerosi gli esposti pervenuti da familiari di persone dedite al gioco. Secondo le esperte, i comportamenti da tenere in considerazione sono: una persona è totalmente presa dal pensiero del gioco; aumenta sempre di più il numero delle cifre puntate; cerca di smettere senza successo; diventa ansioso e irrequieto in astinenza da gioco; gioca per sfuggire ad altri problemi e difficoltà personali; persevera nonostante le perdite; mente a tutti, anche alle persone più vicini e lui, come i familiari; commette azioni illegali, anche furti, pur di aver soldi per poter giocare; mette a repentaglio le relazioni personali; si affida a chiunque, pur di ottenere prestiti. La maggior parte degli uomini affetti da ludopatia hanno circa 40 anni e sono spesso disoccupati o liberi professionisti, mentre per le donne è stato tracciato un profilo tra i 40 e i 50 anni, spesso casalinghe o libere professioniste.
Un giocatore d'azzardo su tre è donna, spesso mamma, casalinga o libera professionista. E questo trend è in crescita, visto che con la crisi economica aumenta anche la necessità di guadagnare denaro extra. E' quanto emerso dopo i controlli effettuati a Roma e provincia in agenzie di raccolta scommesse, sale bingo e sale giochi da parte degli agenti della polizia amministrativa della Questura di Roma, guidati da Edoardo Calabria. Circa 300.000 euro è l'ammontare complessivo delle sanzioni inflitte a seguito dei controlli, durante i quali è stato accertato come all'interno di alcune sale bingo, per indurre al gioco gli 'appassionati', erano stati installati sportelli bancomat per agevolare il prelievo di denaro. In una sala bingo in zona Prenestina c'era anche un servizio di babysitter per i figli dei giocatori.
In generale, il 'gettito' prodotto dal gioco d'azzardo è stato in Italia, nel 2010, di 62 miliardi, con un aumento del 20% nei primi mesi del 2011. I luoghi più frequentati dai giocatori sono le sale con macchinette elettroniche come i videopoker e le slot machine, con una percentuale del 68%. Le sale bingo sono preferite dal 3% degli appassionati.
