«Sicuramente domenica sera lo Zapata era chiuso – si legge nell’appello – verso le 20 un gruppo di una ventina di ragazzi latinoamericani ha fatto irruzione nel centro sociale assalendo con coltelli, bottiglie e pietre una quindicina di ragazzi che si trovavano all’interno per un compleanno».
Gli attivisti del centro sociale rinnegano ogni tipo di violenza e ricordano che una parte della città e le autorità li hanno lasciati soli a gestire la presenza crescente di giovanissimi latinoamericani nel ponente cittadino, come era il giovane Stefano Eduardo Perez Soto.
«In questi anni, con poche forze, abbiamo costruito progetti di partecipazione, momenti di confronto e di crescita collettiva, coinvolgendo le scuole, l’università, i servizi sociali, il Sert, il consultorio, il teatro Modena, i CIV, qualche assessore – si legge ancora – Tutto questo lavoro è stato fatto, a parte la rete di soggetti intelligenti e coraggiosi, nel deserto più assoluto».