Ragazzo accoltellato a Genova, centro sociale Zapata: “Noi lasciati soli”

Dopo la rissa e l”accoltellamento del ragazzo cileno di 17 anni , davanti alla loro sede, i fondatori del centro sociale Zapata di Genova hanno rivolto un “Appello alla città per la verità sulla morte di Stefano”: «Pensiamo che sia invece necessario uscire una volta per tutte dalle ambiguità, investire su una nuova stagione che veda il ponente genovese rivendicare la sua natura meticcia, farne un elemento di forza e di orgoglio come è stato in passato».

«Sicuramente domenica sera lo Zapata era chiuso – si legge nell’appello – verso le 20 un gruppo di una ventina di ragazzi latinoamericani ha fatto irruzione nel centro sociale assalendo con coltelli, bottiglie e pietre una quindicina di ragazzi che si trovavano all’interno per un compleanno».

Gli attivisti del centro sociale rinnegano ogni tipo di violenza e ricordano che una parte della città e le autorità li hanno lasciati soli a gestire la presenza crescente di giovanissimi latinoamericani nel ponente cittadino, come era il giovane Stefano Eduardo Perez Soto.

«In questi anni, con poche forze, abbiamo costruito progetti di partecipazione, momenti di confronto e di crescita collettiva, coinvolgendo le scuole, l’università, i servizi sociali, il Sert, il consultorio, il teatro Modena, i CIV, qualche assessore – si legge ancora – Tutto questo lavoro è stato fatto, a parte la rete di soggetti intelligenti e coraggiosi, nel deserto più assoluto».

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