ROMA – I giudici di pace confermano cinque giorni di sciopero, dal 12 al 16 marzo contro. In una lettera al premier Monti e al Guardasigilli Severino, i vertici dell'Unione nazionale dei giudici di pace spiegano che la protesta e' motivata dal mancato riconoscimento alla categoria di ''diritti fondamentali'', quali la continuità del rapporto, la tutela previdenziale e assistenziale e la garanzia di indipendenza e autonomia.
C'e' anche il problema del mantenimento di un organico ''complessivamente esuberante (4700 unità)'' rispetto al ridotto carico di lavoro e insieme dell' ''irrazionale riduzione degli uffici del giudice di pace con consistente carico di lavoro, superiore a quello di sedi che vengono mantenute''; inoltre tra gli obiettivi della mobilitazione c'e' l'imposizione della mediazione obbligatoria anche per le cause di minore valore. E c'e' pure un problema di metodo: il ''mancato confronto'' da parte del Ministro della Giustizia sulla annunciata riforma della categoria.
Lo sciopero di 5 giorni potrebbe anche avere un seguito: al termine saranno infatti ''valutate le ulteriori azioni di protesta e di nuove astensioni fino alla positiva soluzione dei problemi denunciati''.
