Giudici dei minori contro il ddl sull’affido condiviso: si rischiano “figli divisi”

ROMA – ”Forte preoccupazione per i contenuti del disegno di legge sull’affido condiviso in discussione al Senato viene espresso dall’Associazione magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) che elenca tutti i motivi secondo i quali il provvedimento più che attuare una ”bigenitorialità condivisa” rischia di realizzare ”figli divisi”, ”mettendo in secondo piano l’interesse superiore del minorì’. Tre i punti del ddl che – scrivono in una nota Joseph Moyersoen e Laura Laera, rispettivamente segretario generale e presidente dell’Aimmf – appaiono ispirati da una ”visione adultocentrica ed economicistica delle relazioni familiari”: la ”suddivisione” dei tempi di vita del figlio in maniera ”tendenzialmente paritetica” tra i due genitori; il doppio riferimento abitativo, per cui ”il figlio dovrebbe fare il pendolare tra le case dei due genitori e avere una doppia residenza”; la cura del figlio attraverso la ”predeterminazione meticolosa di capitoli di spesa rigidamente ripartiti tra i due genitori”.

”Viene così imposta per legge la divisione del tempo dei figli minori in misura eguale presso ogni genitore, senza alcuna distinzione dell’età dei figli stessi e senza alcuna considerazione delle loro esigenze di vita sotto il profilo materiale e psicologico e della specificità di ogni singolo caso”. E ancora: sempre per legge si vorrebbe imporre ”una formale e presunta parità economica dei genitori senza alcun riferimento alla diversità delle loro condizioni reddituali e patrimoniali in concreto, avvantaggiando in tal modo ingiustificatamente il genitore economicamente più forte”.

L’Aimmf ritiene pertanto ”incomprensibile” la prevista eliminazione, dal codice civile, del riferimento all’ ”interesse morale e materiale dei figli nella decisione del giudice”, così come ”preoccupazione” suscita la legittimazione attiva dei nonni a proporre nel giudizio di separazione la domanda relativa al loro autonomo diritto di visita, ”destinata ad accentuare la conflittualità familiare”. I giudici dei minori puntano il dito, inoltre, contro la previsione della eliminazione del riferimento al tenore di vita anteriore alla separazione e l’eliminazione della possibilità di disporre indagini per accertare la capacità di reddito dei genitori: ciò comporterà – concludono – ”la perdita da parte dei figli del diritto a mantenere lo stesso stile di vita goduto durante la convivenza con i genitori, a vantaggio di coloro che occultano redditi e patrimoni per sottrarsi agli obblighi nei confronti dei figli”.

Published by
admin