ROMA – Erano le idi di marzo del 44 a.C. quando Giulio Cesare morì. Fu pugnalato in una congiura guidata dal figliastro Bruto a Torre Argentina, ma questo si sapeva già. Solo che fino a oggi non si conosceva il punto esatto in cui Giulio Cesare fu assassinato. Un gruppo di ricercatori del Centro de Ciencias Humanas y Sociales (Csic) ha individuato, all’interno della zona archeologica di Torre Argentina, una lastra di cemento, due metri per tre, dove all’epoca sorgeva la Curia di Pompeo. Una scoperta che conferma le notizie pervenute dalle fonti classiche: quel manipolo di senatori che volevano eliminare la persona che temevano si proclamasse re dei romani uccise il generale al centro della parte inferiore della curia di Pompeo, mentre presiedeva, seduto su una sedia, la riunione del Senato. Fu Ottaviano Augusto a voler ricordare ai posteri il punto esatto in cui fu assassinato il padre putativo e per questo ordinò una lastra commemorativa.
La Curia fu chiusa dopo l’assassinio e trasformata in una specie di monumento al conquistatore della Gallia. Attualmente i resti dell’edificio si trovano nell’area archeologica di Torre Argentina, in pieno centro storico della capitale romana. Le conclusioni dei ricercatori del Csic giungono grazie alle analisi di uno scanner con laser tridimensionale e non contraddicono le fonti classiche.
Il progetto che ha permesso la storica scoperta conta sul sostegno della Sovrintentenza dei Beni Culturali di Roma, del Piano Nazionale di Ricerca e Sviluppo 2008-11 del Ministero dell’Economia e della Escuela Espanola de Historia y Arqueologi’a del Csic en Roma.
