Si chiamava Riccardo Galardi, 57 anni, impiegato in un cementificio, il pilota morto sull’aereo da turismo caduto a Greve in Chianti, Firenze.
Galardi era un costruttore amatoriale di velivoli: anche quello su cui viaggiava – un monoposto a elica – era ‘autocostruito’; dai primi rilievi, comunque, risulta che fosse regolarmente omologato. Galardi era ritenuto un pilota esperto; era fra i soci del ‘Cap Toscana’ (Club aviazione popolare) – con sede ad Ampugnano (Siena) – che fa parte della federazione dei ”costruttori di aeromobili amatoriali e storici”.
Sempre in base alle prime informazioni, stamani Galardi era partito da Ferrara ed era diretto all’aeroporto senese di Ampugnano. L’incidente è avvenuto in una zona di campagna; nelle vicinanze c’è una casa colonica, ma stamani non vi sarebbe stato nessuno. I frequentatori dell’Aeroclub Ferrara, che lo conoscevano da tempo come collaboratore all’ organizzazione del 38/o raduno nazionale della Federazione Club Aviazione Popolare, che si è svolto la settimana scorsa a Ferrara, hanno intuito che qualcosa non andava a mezzogiorno, quando dalla centrale radar di Poggio Renatico hanno chiesto informazioni perché l’aereo risultava disperso. ”Era partito dalle nostre piste e poi siamo stati avvisati che era dato per disperso; poco dopo l’amico che era in volo con lui ci ha dato la conferma che era stato ritrovato, precipitato”, ha spiegato Giancarlo Bergami, dell’Aeroclub ferrarese.
