ROMA – Si chiamano Gris, Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa, e pregano Gesù nelle notti di Satana. I cattolici del Gris osservano il calendario satanico proprio come una setta devota al Demonio ma in quelle stesse date in cui i satanisti celebrano messe nere e riti propiziatori in onore del maligno, loro organizzano momenti di preghiera e adorano l’Eucarestia.
L’iniziativa, senz’altro unica nel suo genere, ha trovato anche la benedizione del vescovo di Acqui, Piergiorgio Micchiardi: “E’ un’iniziativa importante – ha detto – attraverso quelle adorazioni eucaristiche possiamo riparare ai sacrilegi perpetrati nei culti satanici”.
La contromossa prende spunto da un elenco di date: da otto a venti, in cui i satanisti compiono riti propiziatori per adorare il Diavolo in cambio di potere, fortuna e denaro. Il 31 ottobre, la famosa notte di Halloween, è considerato il capodanno di Satana. Il 31 luglio invece è la data più importante, perché in quel giorno Satana è stato precipitato dal cielo.
Mauro Pianta, inviato di Vatican Insider per il quotidiano la Stampa, ha preso parte ad uno degli incontri di preghiera lo scorso 21 marzo, equinozio di primavera e, per i satanisti, seconda notte di Tregenda (ma anche una sorta di San Valentino Luciferino), nella chiesa settecentesca di Sant’Antonio abate:
Una quarantina di fedeli presenti, niente scenate o esuberanze liturgiche, molti canti, preghiere e litanie. […] Tra i banchi c’è Alberto Capra, un informatico di 27 anni: «Sono qui perché credo che queste preghiere possano rafforzarmi nella lotta contro il Nemico che oggi usa molto anche il web. Se mi deridono? Capita, ma per testimoniare Gesù bisogna andare controcorrente…». In prima fila c’è A. F., 18 anni, che frequenta il liceo classico e sogna di diventare stilista. «Ho fede – dice – e sono qui per pregare affinché non accadano più cose così brutte…». Don Lorenzo aggiunge: «Per la dottrina cattolica il Demonio è un essere spirituale che si è ribellato a Dio. Qualcuno ha detto che il capolavoro di Satana è aver convinto i mortali della sua inesistenza. Noi non ci caschiamo…».