ROMA – Air Liquide Sanità Service ha aperto un'indagine interna per accertare le cause dello svuotamento del serbatoio di azoto liquido che ha comportato il deterioramento del materiale biologico all'ospedale San Filippo Neri di Roma il 27 marzo.
''Siamo profondamente dispiaciuti – ha detto Andrea Saitta, direttore generale Air Liquide Sanità Service – Siamo ancora più addolorati per le conseguenze procurate ai pazienti donatori e l'azienda si impegna al risarcimento dovuto, qualora vengano confermate aree di sua responsabilita''.
Air Liquide Sanità Service dichiara in una nota che ''sta fornendo la massima collaborazione alla direzione dell'Ospedale per facilitare l'individuazione delle cause del problema verificatosi ed evitare che si possa ripetere nel futuro''.
Il sistema presente nella Banca Criobiologica, precisa infine, e' gestito da una piattaforma informatica che controlla tutti gli stadi di funzionamento della sala, compreso l'impianto dell'azoto liquido e il livello e la pressione del serbatoio esterno. Qualora si verifichino deviazioni dai parametri di funzionamento prestabiliti il sistema genera un allarme, inclusa una segnalazione al tecnico reperibile per un intervento di ricarica della fonte principale di azoto liquido.