ROMA – Da un primo esame delle cause che hanno portato al guasto del centro procreazione del San Filippo Neri secondo i pm di Roma non emergerebbero reati ed elementi penalmente rilevanti. L'intera vicenda, e' stato fatto notare, potrebbe essere risolvibile a livello civilistico per gli eventuali risarcimenti.
Gli inquirenti, si e' appreso, escluderebbero l'ipotesi dell'interruzione di pubblico servizio perché si tratta di un reato doloso e ''in questa vicenda manca questo aspetto'', e' stato fatto notare. I pm potrebbero, inoltre, prendere in esame le normative ospedaliere per individuare eventuali violazioni della normativa e delle procedure: in tal caso si potrebbero contestare delle contravvenzioni pagabili con pene pecuniarie.
In base agli elementi raccolti, comunque, non si configurerebbe un illecito penalmente rilevante e ''il caso sembra rientrare nelle fattispecie risolvibili a livello civilistico'', si apprende.
In questa prima fase gli inquirenti escludono l'affidamento di una consulenza e l'ipotesi di convocare testimoni in procura.