GENOVA – Ruote roventi lo erano per davvero. Perche' all'ombra della Lanterna c'era una guerra intestina per il controllo del territorio, uno scontro tra bande di motociclisti che ieri mattina ha portato la sezione criminalita' organizzata della squadra mobile a decapitare una delle moto-gang piu' note e combattive a livello nazionale: gli ''Outlaws''.
Loro ''fuorilegge'', secondo la Procura di Genova, lo erano per davvero. Al punto che gli inquirenti hanno contestato l'associazione per delinquere. In carcere sono finiti in dieci (due ai domiciliari), mentre altri due sono stati colpiti da altre misure restrittive. Il decimo bikers e' stato fermato dalla polizia questo pomeriggio a Verona dopo essere sfuggito all'arresto in mattinata. A finire nei guai sono veri e propri insospettabili, persone con un lavoro e una vita sociale 'normali' ma che nelle ore notturne si trasformavano in 'belve' della strada, capaci di picchiare, aggredire, incendiare mezzi e minacciare solo per ottenere il predominio sul territorio.
Ognuno aveva un soprannome: Stefanino il 'boss', con un' avviata attivita' di imprenditore del settore meccanico, 'Bubu' e 'Topo', edicolanti di piazza Dante, 'Gin' l'idraulico e 'Ricky' il buttafuori.
A decidere la strategia di guerriglia da adottare e a pianificare gli assalti erano il capo assieme ai 'sergent at army' e ai 'road captain', secondo ruoli ben definiti. Gli Outlaws a Genova si erano formati di recente, da poco piu' di due anni. Lo avevano fatto forse per paura, forse per ambizione. La formazione originale, infatti, dei Gremium (di cui facevano parte i sette genovesi arrestati) non era in grado di contrastare da sola l'egemonia di Hells Angels e Red Davils. Cosi' e' nata l'alleanza con i 'fuorilegge', storico gruppo bikers radicato in Veneto.
A Genova era stata aperta una sorta di filiale del Moto Club con tanto di 'road house' a Sestri Ponente dove i 'bikers' si radunavano, organizzavano feste, vendevano 'patches' identificative e studiavano come conquistare la 'Superba'. La guerriglia era gia' cominciata. Prima i furti degli stemmi (una sorta di affronto gravissimo nel mondo delle moto-gang) poi le aggressioni, le intimidazioni e anche gli incendi delle moto dei rivali.
Stamattina all'alba nelle abitazioni degli arrestati e' stato trovato un vero e proprio arsenale: armi da fuoco, coltelli, spade, storditori elettrici. In particolare nella casa del 'sergeant at army' gli uomini dello Sco della Mobile hanno trovato un fucile modificato con silenziatore, rubato in un'abitazione a Viareggio. Il livello dello scontro si era alzato.
