FIRENZE – ''Non abbiamo potuto non constatare che in questo Paese c'e' troppo spreco di denaro in cose futili, vecchie come il mondo, piuttosto che verso esigenze di vittime di questo nostro sistema''. Lo scrive in una nota l'Associazione fra i familiari delle vittime della strage dei Georgofili, riferendosi al caso Ruby e a quanto emerge dalle indagini di ''organismi autorevoli come la Procura di Milano''. La notte scorsa, in piazza della Signoria a Firenze, e' stato commemorato il 18/mo anniversario della strage, con l'opera 'La Traviata'. Prima che l'orchestra eseguisse i brani di Giuseppe Verdi, una familiare delle vittime, Giulia Weber, ha letto un testo dell'Associazione in cui si descriveva la vicenda di Ruby come quella di una 'Traviata' moderna. ''La nostra interpretazione della Traviata – spiega la presidente dell'Associazione, Giovanna Maggiani Chelli – ha voluto essere una chiara contestazione a quanto in questi mesi gli italiani hanno dovuto ascoltare. Il caso Ruby ha toccato tutti, ma noi siamo stati toccati molto di piu', piaccia o no''. Questo ''non ha nulla a che vedere alle indagini sui mandanti esterni a cosa nostra per le stragi del 1993 – conclude Maggiani Chelli – e' semmai legato alla fatica che le nostre vittime fanno per vedere riconosciuti i propri diritti''.