da: La Repubblica
Tra il 17 novembre del 2009 e il 28 gennaio di quest’ anno, Giampaolo Tarantini trascina con sé Sandro Frisullo. Racconta ai pubblici ministeri di Bari che lo interrogano ciò che sin lì ha in buona parte dissimulato, ma soprattutto taciuto. Convinto – dice – che «non sia più possibile proteggere la posizione di soggetti» che, «ad ogni buon conto, mi hanno fatto guadagnare dei soldi». «Non è animato da motivi di risentimento, ostilità , inimicizia» annota il gip Sergio Di Paola. E’ «consapevole» che con le sue nuove dichiarazioni affosserà anche se stesso. «12 MILA EURO FISSI AL MESE ECCO A COSA MI SERVIVA SANDRO» Racconta dunque Tarantini: «Con riferimento al pagamento di tangenti, preciso che gli unici due politici pugliesi ai quali ho corrisposto tangenti sono Frisullo e ( omissis ). Ho conosciuto Frisullo attraverso De Santis (Roberto, imprenditore da sempre vicino a Massimo D’ Alema- ndr) che, come ho già detto, me lo presentò nel 2006/2007. Frisullo sapeva delle…
