Il Corriere della Sera scrive:
La settimana scorsa si è ripetuto. Un assegno di diecimila euro è stato inserito, sempre di notte, nella cassetta delle lettere della Unitalsi, l’associazione che assiste e accompagna i malati a Lourdes. Ma questa volta con un breve messaggio.
“L’altro giovedì — ricostruisce il presidente della sottosezione cittadina, Alberto Bossi, 70 anni — sono andato nella nostra sede nel primo pomeriggio. Il portone è in un cortile della parrocchia centrale di San Giovanni, nel cuore della città, e ho trovato una busta bianca, senza francobollo. L’ho aperta. C’era un bigliettino scritto a macchina che recitava così, “Grazie per quello che siete e per tutto quello che fate”.
Nell’articolo di Luigi Corvi e Roberto Rotondo si racconta anche di un’altra occasione:
Un’altra busta con un assegno circolare della stessa cifra è arrivata pochi giorni fa anche alla sede della Aias, l’associazione che si occupa dei bimbi distrofici e che aveva ricevuto un identico assegno nel giugno scorso, quando era stata beneficiata pure la Onlus Bianca Garavaglia, un sodalizio impegnato nella lotta ai tumori infantili.