Il capo della Digos che catturò la Blefari: “Ha ammazzato, la pena era giusta”

Franco Gabrielli

«Il suicidio della Blefari sarà oggetto delle solite polemiche. I suicidi sono sempre annunciati e mai annunciati, la cosa che fa riflettere è che sono affermazioni che si fanno sempre dopo» è il commento del prefetto Franco Gabrielli.

Attuale prefetto dell’Aquila, nel 2003 era capo della Digos di Roma, scoprì il covo Br di via Montecuccoli e arrestò Diana Blefari a Santa Severa: «Il problema è che tutti si eserciteranno a dibattere se le condizioni psichiche fossero tali da consentire la reclusione. Ma questa è una cosa che attiene alle autorità di polizia penitenziaria, che conoscono le carte e le documentazioni. Per questo la disputa è destinata a risultare sterile».

Gabrielli, intervistato dall’agenzia di stampa Ansa,  ha esaminato una delle cause che potrebbe aver indotto la Blefari a togliersi la vita: la conferma dell’ergastolo da parte della Cassazione di cui la Blefari era stata informata da poco. «Credo sia una notizia che può sconvolgere chiunque, ma sono sempre analisi del dopo, e quindi le dichiarazioni sono esercizi sterili: non aggiungono nulla rispetto alla tragedia che si è consumata».

Su un punto Gabrielli è stato molto chiaro: «Che la Blefari fosse corresponsabile dell’omicidio Biagi e che fosse membro dell’organizzazione è inequivoco, quindi la pena era giusta».

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