ROMA – ''In relazione agli articoli apparsi oggi sulla stampa riguardo alla vita di mio figlio, come padre e cittadino onesto e servo della verità mi permetto di ribadire ciò che è già emerso al processo e non può esser messo in discussione da alcuno: Stefano è stato tossicodipendente fino al 2004. Poi è entrato in comunita'. Dal 2008 era tornato disintossicato e restituito al suo vero modo di essere''.
Lo scrive in una nota Giovanni Cucchi, il padre di Stefano, il giovane fermato il 15 ottobre 2009 per droga e poi morto una settimana dopo in ospedale.
''Ciò che ha fatto nell'ottobre del 2009 è stato un fulmine a ciel sereno – aggiunge – E forse è ancora più grave ma lo ha pagato con una fine terribile. Se la mia parola di padre per voi non dovesse valere molto, vi prego di prendere atto che i fatti sui quali è stato interrogato il testimone medico risalgono tutti ad oltre cinque anni o sei prima! Le cartelle infatti dei suoi accessi al pronto soccorso sono tutte di quell'epoca. Mio figlio non era un eroe. Ha solo provato a diventarlo. Credo meriti piu' rispetto. Scusatemi tutti''.
