ROMA – Saranno dodici detenuti del carcere di Rebibbia, Nuovo Complesso, ad informatizzare e digitalizzare gli oltre 140 mila fascicoli dell'archivio del Tribunale di Sorveglianza di Roma e del Lazio. Il progetto e' stato ufficializzato questa mattina dal Dipartimento per l' amministrazione penitenziaria, dal Tribunale di sorveglianza di Roma e del Lazio e dalla direzione del Carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. L'iniziativa e' interamente finanziata dalla Cassa delle Ammende, l'ente che si occupa di programmi di assistenza e di reinserimento di detenuti e progetti di edilizia penitenziaria. Il lavoro affidato ai detenuti (4 ore di lavoro al giorno per uno guadagno di circa 450 euro al mese) consistera' nella scannerizzazione e nell'archiviazione dei fascicoli e sara' effettuato in locali appositamente attrezzati all'interno del carcere Rebibbia Nuovo Complesso. Le dodici persone coinvolte sono state selezionate tra 'detenuti comuni', italiani e stranieri, inserite nelle graduatorie per l'inserimento lavorativo di Rebibbia. ''Ho sempre pensato che cultura e lavoro siano essenziali per il sistema carcerario – ha detto il capo dipartimento dell' amministrazione penitenziaria Franco Ionta -. In questo progetto c'e' una specie di contrappasso: il detenuto, che in genere 'subisce' gli atti giudiziari, adesso se ne occupa. Credo sia un'importante occasione di crescita''. E anche il garante dei diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni giudica ''estremamente importante l'iniziativa. Ricreare anche all'interno di un carcere un'atmosfera di quotidianita', come puo' essere quella di un posto di lavoro, puo' contribuire a favorire il reinserimento sociale dei detenuti''.
