VENEZIA, 7 LUG – La Giunta regionale del Veneto, con una lettera firmata dall'Assessore regionale all'ambiente Maurizio Conte, ha scritto al Presidente e all'Assessore della Regione Campania comunicando che non può essere accolta la richiesta del primo luglio scorso con cui la Regione Campania chiedeva il nulla osta per il trasferimento di 250 t/g (tonnellate al giorno) di rifiuti derivanti dalle attività di trito vagliatura prodotti dallo Stir di Battaglia presso l'inceneritore di San Lazzaro (Padova) gestito dalla Acegas-Aps SpA.
La comunicazione, per conoscenza, è stata inviata anche al Ministero dell'Ambiente, al Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e alla Eco Ambiente Salerno.
Conte nella lettera spiega che il diniego è motivato da tre fattori: il primo è che l'inceneritore di S. Lazzaro (3 linee), non è ancora a regime nella configurazione finale e definitiva e che la terza linea è ancora in esercizio provvisorio, mentre le linee 1 e 2 sono in fase di ammodernamento.
''Solo una volta concluse tutte le opere e le procedure – scrive l'assessore veneto – sarà possibile rilasciare l'Autorizzazione Integrata Ambientale che consente l'esercizio a regime ordinario dell'impianto''.
Il secondo motivo è che l'ampliamento dell'impianto ''ha creato una serie di preoccupazioni ed attese nella popolazione interessata, nonostante le numerose iniziative volte a creare e consolidare una significativa politica del consenso; allo stato attuale, gli effetti prodotti da rifiuti provenienti da fuori regione potrebbero vanificare tale azione; la pianificazione della gestione dei Rifiuti Urbani attualmente vigente in Veneto è stabilita dall'apposito Piano, approvato dal Consiglio Regionale il 22 novembre 2004''.
Infine Conte fa presente che il Piano prevede che i Rifiuti Urbani residui dalla Raccolta Differenziata siano prioritariamente avviati ad impianti di incenerimento, ''in realtà – precisa – la percentuale effettivamente avviata ad incenerimento in Veneto è tuttora lontana dalle ipotesi pianificatorie; in tal senso l'entrata a regime della terza linea potrà contribuire a ridurre tale gap facendo confluire un quantitativo di Rifiuti Urbani provenienti dal bacino di riferimento pari a 300 t/g; conseguentemente il conferimento di 250 t/g di rifiuti di provenienza extra-regionale di fatto vanificherebbe il contributo di tale linea alla pianificazione''.
