Immigrate in cerca di integrazione: usano cosmetici illegali per sbiancare la pelle

ROMA – Bianche ad ogni costo, perche' per integrarsi nella societa' italiana non basta studiare o trovare un lavoro: per questo molte donne immigrate usano cosmetici sbiancanti per ''il desiderio di inseguire l'ideale vincente della pelle bianca'', andando incontro, in un caso su due, a malattie della pelle e lesioni cutanee permanenti.

Uno studio pilota, il primo nel suo genere condotto in Italia, realizzato dall'Istituto Nazionale per la salute, i migranti e la poverta' e dall'Istituto Superiore di Sanita', ha osservato 82 donne, provenienti prevalentemente dall'Africa (69,5%), che nel 48% dei casi hanno riferito la comparsa di manifestazioni cutanee in seguito all'uso di cosmetici sbiancanti. E il 50% di questi prodotti conteneva sostanze vietate in Europa, come cromo, idrochinone e corticosteroidi.

''Molte donne che usano questi prodotti hanno una buon livello di istruzione – afferma Oreste Senofonte dell'Iss – e, per la maggior parte, sono a conoscenza del rischio che comporta l'uso di queste creme, tuttavia il desiderio di perseguire i canoni occidentali e' piu' forte''.

I prodotti analizzati, come saponi, creme e oli erano stati acquistati in larga parte nei Paesi d'origine ma il luogo di produzione e' dentro i confini dell'Unione Europea, dove pero' e' vietata la commercializzazione.

''Esiste un passaparola tra queste donne che si dividono le quantita' di prodotti pur di usarli – aggiunge Costanza Majorani dell'Iss – Costano pochi euro nei mercati locali e sono acquistabili anche su Internet ma li' costano molto di piu'''.

Nel 43% dei casi e' stata riscontrata una dermatite da contatto, nel 28% una dermatite eritemato-desquamativa, nel 12,5% una dermatite pigmentata e nel 10% una dermatite leucodermica.

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luiss_vcontursi