LAMPEDUSA – E’ arrivata poco fa al largo di Lampedusa la San Marco, la nave della Marina militare che sarà utilizzata per trasferire gli immigrati sbarcati sull’Isola. La nave non entrerà in porto ed il trasbordo dei migranti dalla banchina sarà effettuato con i mezzi da sbarco a bordo della nave. Sulla San Marco dovrebbero salire circa 700 migranti.
Niente sbarchi nella notte sull’isola, dove martedì sono arrivati circa 700 immigrati, mentre 500 sono stati trasferiti. Il sindaco Dino De Rubeis, in contatto con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, afferma di avere avuto rassicurazioni sull’operazione della San Marco.
“La nave – spiega il primo cittadino – farà la spola con la terraferma per trasferire ogni volta circa mille profughi. Insieme ai 500 che partono con il ponte aereo ogni giorno, l’isola dovrebbe essere evacuata nel giro di qualche giorno. A questo punto è di fondamentale importanza che i recuperi, che nel frattempo avverranno, siano dirottati altrove sulla terraferma. Restiamo in continuo contatto con il capo dello Stato per informarlo dell’andamento dell’evacuazione dell’isola e della sua messa in sicurezza”.
Mercoledì mattina invece settanta clandestini, tra i quali anche una partoriente, che erano a bordo di un catamarano in avaria sono stati soccorsi dalla Guardia costiera al largo di Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria. I clandestini – 46 uomini, 12 bambini e 12 donne di nazionalità curda, afghana e pakistana – sono stati individuati nella notte da un Atr 42 della Guardia costiera in volo di ricognizione, a 60 miglia a sud della costa calabrese.
I clandestini, che avevano lanciato un sos, sono stati soccorsi dalla motovedetta 308 della Guardia costiera e da una della guardia di finanza. I migranti sono stati trasbordati sulle unità militari che poi li hanno trasportati nel porto di Roccella Ionica dove sono state prestate loro le prime cure. Il trasbordo è stato reso difficoltoso per le cattive condizioni del mare. L’imbarcazione, ormai irrecuperabile, è stata lasciata alla deriva.
