Imputato muore sette anni fa ma la Corte d’appello gli conferma la condanna

L’imputato è morto sette anni fa, ma la Corte d’Appello di Bologna gli ha confermato la condanna a due anni e un mese di reclusione, per rapina impropria in un bar, che il tribunale di Reggio Emilia aveva stabilito il 7 febbraio 2001. Il ‘protagonista’ della vicenda – riferita nelle pagine reggiane del Resto del Carlino – è Luigi Nazzari, 62 anni, di Cavriago, alle spalle una lunga serie di furti, condanne e qualche assoluzione, stroncato nel 2003 da una malattia.

Nel frattempo il suo difensore, l’avvocato Enrica Sassi, aveva presentato ricorso in appello, e nel febbraio scorso – quando è stato fissato il processo di secondo grado, ben nove anni dopo il primo giudizio – ha inviato un fax alla cancelleria penale della Corte facendo osservare che l’imputato era deceduto nel 2003.

Il documento però per qualche motivo non è entrato nel fascicolo e, anziché la sentenza di non doversi procedere per morte del reo, è arrivata la conferma della condanna. “E’ un fatto accidentale, non è indice di negligenza del personale”, ha commentato un cancelliere-sindacalista. Ma per l’avv.Sassi il dato abnorme sono soprattutto i nove anni per arrivare alla sentenza di appello: “Se Nazzari fosse vivo, avrebbe diritto al risarcimento per il ritardo di giustizia”.

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