In arrivo un software per prevedere le infiltrazioni criminali

Un software in grado di prevedere i fattori di rischio delle infiltrazioni della criminalità organizzata in un appalto pubblico sarebbe molto utile alle Forze dell’ordine. Adesso questo sogno potrebbe diventare realtà.

Transcrime, centro di ricerca sul crimine internazionale gestito da Università di Trento e Università Cattolica del Sacro Cuore, ha messo a punto Ris.I.C.O 1.1 Beta, software frutto di una collaborazione con il ministero dell’Interno, pensato per le Forze dell’ordine.

Grazie a questo sistema gli investigatori inserendo nel programma il nome dell’azienda appaltatrice, il tipo di gara, le procedure, gli eventuali sub-appalti, avranno in risposta le percentuali di rischio su quel caso specifico. I fattori sono suddivisi in tre livelli: rischio appalto, impresa e persone coinvolte. La media dei tre viene poi ponderata con l’indice di contesto criminale in base ai dati raccolti dalle forze di polizia su criminalità, omicidi di stampo mafioso, associazione a delinquere, scioglimento delle istituzioni locali per mafia, beni confiscati e reati legati agli appalti in quella zona.

Si ottiene così una graduatoria degli appalti pubblici più a rischio di infiltrazione mafiosa.

Il sistema potrebbe essere molto utile, ad esempio, in vista delle opere per l’Expo 2015 di Milano. «I pericoli ci sono ovunque, non sono fatti particolare di Milano. Perché la criminalità non si infiltra, ci sono rischi frodi, corruzione e dietro a quelle catene di illeciti ci può essere la criminalità ma può anche trattarsi di un fatto corrutivo locale». Spesso, dice Savona «è la stessa gara d’appalto che produce opportunità criminogene. A volte i punti di vulnerabilità sono proprio in coloro che creano quella gara», perciò «nel sistema amministrativo bisogna ripensare all’enorme discrezionalità con la quale i funzionari pubblici possono concedere gli appalti». Savona ricorda come nel 2000 la Commissione anticorruzione varata dal Parlamento non sia mai riuscita a trasformare le proprie proposte in leggi «perché più o meno tutte le forze politiche si sono opposte».

Ma Transcrime ha messo a punto anche percorsi tecnologici, organizzativi e formativi per lo sviluppo della cooperazione tra polizie e cittadini. E ha elaborato alcune ricerche per il contrasto della criminalità sul territorio. Uno dei risultati più importanti di questi studi dimostra come pochi luoghi producano la grande maggioranza dei reati. Perciò un’attività di prevenzione efficace dovrebbe seguire passo passo quelle zone in modo da arrivare ad anticipare il reato prima che venga commesso. Gli hot spot, i punti caldi, si formano perchè ci sono alcune caratterirstiche ambientali che generano opportunità criminali. Comprendere queste caratteristiche – secondo Transcrime – significa poter ridurre i reati.

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