Con la valigia in mano, destinazione Acapulco per evitare le manette: la cricca degli appalti era informatissima, sapeva che il cerchio si stava stringendo, le cose stavano precipitando, sentivano il fiato sul collo degli inquirenti.
I pm di Firenze dovettero infatti sollecitare il giudice per le indagini preliminari per una rapida emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone in quanto temevano una loro fuga all’estero.
Gli investigatori avevano scoperto che gli indagati, sulla base di fughe di notizie che i pm attribuiscono all’allora procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, temevano ormai di poter essere arrestati e stavano mettendo a punto alcune strategie difensive. Era dunque altissimo il pericolo di inquinamento delle prove. E proprio per il coinvolgimento di un magistrato di Roma, i pm fiorentini chiesero al gip di precisare che la competenza doveva passare alla procura di Perugia.
Dopo aver ricevuto «brutte notizie» dall’avvocato Edgardo Azzopardi, «che ha forti entrature con la famiglia Toro», una persona ritenuta intermediaria tra l’imprenditore Anemone e Azzopardi avverte Balducci (presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici), il quale prima si mette alla ricerca di un avvocato e poi «pensa di lasciare il proprio incarico, e darsi malato».
Domenica 31 gennaio Azzopardi, in maniera allusiva, informa un amico che Balducci il giorno prima gli ha rappresentato che lascerà l’incarico ricoperto, ponendosi formalmente in malattia: «Lui domani si dimette, diciamo che va in malattia», risulta dall’intercettazione, aggiungendo che sarà sostituito ma che la notizia «non verrà resa nota».
Intanto, da un’altra intercettazione, emerge che Balducci ha intenzione di partire l’11 febbraio. Lo stesso giorno Anemone telefona a una persona riferendogli che «l’11 febbraio parte per Madrid, per fare ritorno il 15 successivo». L’interlocutore riferisce di trovarsi ad Acapulco: «Certo che se venite qua sarebbe meglio ancora. Fammi sapere, semmai. Perché non venite ad Acapulco, che è un paradiso?».
