Inchiesta “Broker”, Fastweb e Telecom si dichiarano parte lesa

L'ex ad di Fastweb Silvio Scaglia

Fastweb si chiama fuori da qualsiasi responsabilità diretta nell’inchiesta sul maxiriciclaggio. «La vicenda giudiziaria riguarda fatti accaduti anni fa già oggetto di contestazione agli allora indagati e rispetto ai quali la società si ritiene estranea e parte lesa». Lo afferma una nota della società a proposito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma che ha portato, tra l’altro, al mandato di cattura per Silvio Scaglia, ex amministratore delegato del gruppo controllato da Swisscom.

«I fatti contestati – prosegue la nota – riguardano una presunta evasione Iva derivante da attività truffaldine di terzi che si sono avvalsi della rete di Fastweb e di altri operatori Tlc italiani». Fastweb comunque “garantisce la continuità dell’attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano” per l’azienda.

Anche la Telecom reagisce alla notizia del ciclone giudiziario. Il gruppo ritiene di essere parte lesa nell’inchiesta sul riciclaggio della procura di Roma, che vede coinvolta la controllata Sparkle. Il gruppo guidato da Franco Bernabé ha pubblicato un comunicato su richiesta della Consob. Alla luce dei reati contestati, si legge nella nota, il pm ha chiesto al Gip l’applicazione della misura della nomina del commissario giudiziale, contestando i delitti di associazione per delinquere transnazionale e riciclaggio internazionale.

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