Inchiesta “Broker”, il gip chiama in causa Telecom: “Non poteva non sapere”

L'amministratore delegato di Telecom Franco Bernabé

Le modalità operative di Telecom Italia Sparkle (Tis) «pongono con solare evidenza il problema delle responsabilità degli amministratori e dirigenti della società capogruppo alla quale appartiene Tis, ossia Telecom Italia Spa».

Nell’ ordinanza il gip spiega che dal momento che Tis era la proprietaria dell’intera dorsale della rete di cui si avvale Telecom Italia ed è sostanzialmene la “cassa operativa” del gruppo «è evidente che o si è in presenza di una totale omissione di controlli all’interno del gruppo sulle gigantesche attività di frode e riciclaggio o vi è stata una piena consapevolezza delle stesse». Il magistrato sottolinea inoltre che mentre le condotte di frode fiscale richiedevano l’attività di una serie di associati con avanzate competenze tecniche, ossia in grado di ideare, realizzare e gestire le complesse operazioni commerciali fraudolente, «il riciclaggio, il reimpiego delle ingenti somme di denaro e l’intestazione fittizia dei beni acquistati con le stesse, rendeva necessaria la presenza di associati pienamente inseriti negli ambienti della criminalità organizzata classica».

Compito di questi ultimi, «reperire innumerevoli persone con funzioni di prestanome sia per la titolarità dei conti correnti di “appoggio” sui quali far transitare le ingenti somme di denaro, sia per l’intestazione dei beni di lusso e delle attività commerciali acquistate dagli associati con i proventi dei delitti».

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