BARI, 20 SET – ''Senza voler entrare nel merito dell'inchiesta e rispettosa del lavoro dei colleghi di Lecce e Napoli, mi preme ribadire che mai in nessun passaggio (dell'audizione dinanzi ai pm partenopei e salentini, ndr) io ho messo in discussione l'operato del procuratore Antonio Laudati e quello del collega Ciro Angelills, così come, invece, appare a chi, non leggendo l'intero verbale, si affida a ciò che viene pubblicato''. Lo afferma in una dichiarazione il pm di Bari Eugenia Pontassuglia, uno dei magistrati che ha curato l'indagine sulle escort.
Il pm Pontassuglia in una nota esprime ''profondo rammarico per veder pubblicati'' parti ''dell'interrogatorio che ho reso sabato scorso, 17 settembre, come persona informata sui fatti, ai colleghi di Lecce e Napoli'', e ''che avrebbero dovuto rimanere segreti''.
Quindi, – scrive – ''intendo fornire alcuni chiarimenti che ritengo doverosi, soprattutto dopo la sommaria divulgazione di alcune mie dichiarazioni che, estrapolate dal contesto nel quale venivano raccontate, contribuiscono non solo a creare ulteriori equivoci in un'inchiesta delicatissima, ma anche a fornire false interpretazioni di fatti raccontati durante la deposizione''.
''Senza voler entrare nel merito dell'inchiesta – continua – è bene ribadire che la deposizione è durata circa quattro ore ed è stata sintetizzata in sole sei pagine di verbale. La stessa non è stata registrata e il verbalizzante non ha ritenuto riportarla con la formula 'domanda' e 'risposta'. Il magistrato conclude quindi sottolineando: ''mai in nessun passaggio ho messo in discussione l'operato del procuratore Antonio Laudati e quello del collega Ciro Angelills''.
