Inchiesta G8, Achille Toro patteggia

PERUGIA, 12 LUG – Otto mesi di reclusione e' la pena (sospesa) che l'ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro ha patteggiato oggi davanti al gup di Perugia per avere rivelato alla presunta cricca degli appalti per i Grandi eventi notizie sulle indagini condotte dalla procura della capitale e da quella di Firenze. Informazioni veicolate anche attraverso il figlio Camillo che ha chiesto e ottenuto di patteggiare una condanna a sei mesi (sospesi pure per lui).

Un procedimento definito stamani in una breve udienza tecnica davanti al giudice del capoluogo umbro. Presente il solo Camillo Toro e non il padre che nel frattempo ha lasciato la magistratura. Nessuna dichiarazione ai giornalisti, comunque, al momento di lasciare gli uffici giudiziari.

I loro difensori, gli avvocati Roberto Rampioni e Salvatore Sciullo, hanno sottolineato che il patteggiamento per rivelazione di segreto d'ufficio ''non rappresenta un'ammissione di colpevolezza''. ''E' invece una scelta processuale – hanno aggiunto – che mette fine a una vicenda pesante sul piano umano''.

Patteggiamento che segue quello dell'architetto Angelo Zampolini, 11 mesi per favoreggiamento, mentre per il resto della presunta cricca (19 le persone per le quali e' stato chiesto il rinvio a giudizio a vario titolo) l'udienza preliminare proseguira' a settembre.

Riguardo ad Achille e Camillo Toro l'accusa contestata dalla procura di Perugia e' stata di avere rivelato informazioni riservate a personaggi considerati al centro dell'indagine, come Diego Anemone e Angelo Balducci. Notizie delle quali l'allora procuratore aggiunto della capitale era a conoscenza, sia perche' alla guida del gruppo di lavoro sui reati contro la pubblica amministrazione istituito a piazzale Clodio sia per l'attivita' di coordinamento investigativo tra i pm di Roma e quelli di Firenze. Proprio dalla magistratura toscana e' infatti partita l'indagine sugli appalti per i Grandi eventi poi trasferita a Perugia per il coinvolgimento di Toro.

I pm del capoluogo umbro Sergio Sottani (nominato nei giorni scorsi procuratore a Forli') e Alessia Tavarnesi hanno invece chiesto di archiviare l'accusa di corruzione contestata ad Achille e Camillo Toro (cosi' come ad Anemone e Balducci) e quella di favoreggiamento, della quale deve rispondere solo l'ex magistrato.

Avevano infatti ipotizzato inizialmente che l'allora procuratore aggiunto della capitale avesse ricevuto utilita' (quali incarichi professionali per i figli) in cambio delle informazioni che sarebbero state rivelate. Elementi pero' non riscontrati nell'indagine. Di qui la richiesta di archiviazione, ancora al vaglio del gup. La ''vera e importante notizia'' dell'inchiesta secondo i difensori di Achille e Camillo Toro.

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