Inchiesta G8, i pm: “Il nodo? Anemone che corrompe Toro”

Achille Toro

E’ la presunta corruzione del costruttore Diego Anemone nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro per i procedimenti penali trattati dal magistrato “l’anello di congiunzione” considerato rilevante per la connessione dei procedimenti trattati dalla procura di Perugia nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i Grandi eventi. Lo scrivono i pm nel ricorso contro la decisione del gip che si è dichiarato incompetente a decidere in merito alla richiesta di arresto per Claudio Rinaldi, Stefano Gazzani e Angelo Zampolini.

I magistrati hanno sottolineato come le procure di Firenze e di Roma, nonché il giudice per le indagini preliminari del capoluogo toscano, hanno individuato nella magistratura perugina quella competente per il fascicolo relativo ai Grandi eventi. Appalti per i quali nel ricorso si sottolinea come Anemone vada considerato corruttore sia di Angelo Balducci sia di Rinaldi, in particolare riguardo ai mondiali di nuoto a Roma.

La procura di Perugia si è vista negare dal giudice delle indagini preliminari tre richieste di nuovi arresti, a carico del commercialista Stefano Gazzani, l’architetto Angelo Zampolini e l’ex commissario dei mondiali di nuoto Claudio Rinaldi, accusati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e corruzione.

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