Si apre una nuova indagine ai Firenze nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 e per i Grandi Eventi. L’indagine su cui si sta concentrando la Procura è quella sul lodo arbitrale con cui, nel 2007, lo Stato venne condannato a risarcire con 34 milioni di euro la Btp dell’imprenditore Riccardo Fusi per averla estromessa dall’appalto per la costruzione della Scuola Marescialli dei carabinieri di Firenze. Questa inchiesta risale agli anni tra il 2005 e il 2007 e avrebbe altri indagati, oltre i due ingegneri Paolo Leggeri e Sandro Chiostrini. Sul lodo arbitrale vinto da Fusi la procura potrebbe ipotizzare la corruzione, come già fatto per l’appalto della scuola marescialli.
Il periodo considerato da queste nuove indagini è antecedente a quello dell’inchiesta sugli appalti della protezione civile e dei Grandi eventi, nonchè alle indagini sull’appalto per la scuola marescialli, basate su accertamenti del Ros dei carabinieri che vanno dalla fine del 2007 al 2010. La nuova indagine, al momento, non coinvolge i funzionari pubblici romani Angelo Balducci e Fabio De Santis, ‘entrati in scena’ piu’ tardi, ma il consulente tecnico di parte, della Btp, Paolo Leggeri, e quello di ufficio del collegio arbitrale, Sandro Chiostrini: con le loro perizie contribuirono a determinare il lodo.
I due, comunque, non dovrebbero essere gli unici indagati per l’ipotetica corruzione sul lodo. Tra l’altro, secondo quanto appreso, l’indagine sul lodo è nata anche dall’esposto presentato alla procura di Firenze dall’imprenditore Riccardo Fusi nelle settimane scorse, dopo che fu interrogato per la questione dell’appalto della scuola marescialli, vicenda dove Fusi, peraltro, è stato sentito dai pm come indagato.
Nel 2001 la Btp si era aggiudicata l’appalto, ma fu poi estromessa per un contenzioso aperto contro lo Stato a causa dei coefficienti di sismicita’ da cui dipende una variazione di decine di milioni di euro sul costo dell’opera. Nel 2006 il ministero assegno’ i lavori ad Astaldi in base ad un altro procedimento. La Btp sollecito’ un lodo arbitrale e nel 2007 venne deciso a suo favore un risarcimento di 34 milioni di euro.