Achille Toro, l’ex procuratore aggiunto di Roma che si è dimesso mercoledì, è indagato a Perugia per corruzione e favoreggiamento. Le accuse si vanno ad aggiungere a quelle rivoltegli dalla procura di Fienze per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i grandi eventi.
I nuovi reati nei confronti di Toro sono stati delineati nella richiesta di rinnovare la custodia cautelare per l’imprenditore e i tre funzionari pubblici già arrestati su richiesta dei pubblici ministeri di Firenze. Istanza sulla quale è attesa una decisione nei prossimi giorni da parte del gip.
In particolare il procuratore aggiunto di Perugia Federico Centrone e i sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi hanno indicato le accuse a supporto della richiesta di radicare nel capoluogo umbro la competenza dell’inchiesta.
Elementi utili per gli accertamenti in corso sarebbero emersi anche dalla deposizione dei due magistrati di Roma titolari del fascicolo sui cosiddetti Grandi eventi della capitale. Atti per i quali si delinea, al momento, la competenza dei magistrati perugini così come per il filone avviato a Firenze.
