Anni dopo quella lettera Vespa fu contattato da Francesco Silvano (presidente dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù, al quale Vespa aveva fatto una donazione), che gli comunicò che si era liberata una casa a Trinità dei Monti. La casa, ha precisato il giornalista, era “già stata offerta a una serie di persone che avevano trovato l’affitto troppo alto”.
Il costo dell’affitto è di 10.000 euro mensili, e l’appartamento ha richiesto lavori di ristrutturazione per circa 560.000 euro “tutti regolarmente fatturati e a mio carico – ha sottolineato Vespa – e senza che ci fossero minimamente né Balducci, che io non conoscevo, né l’impresa Anemone, di cui io non avevo mai sentito parlare”.
Vespa ha poi concluso: “I lavori me li sono fatti fare per conto mio, li ho strapagati, come si dimostra, cosa che mi ha portato a delle fortissime discussioni in famiglia, perché noi avevamo una casa di 300 o 400 metri quadrati, siamo andati in una di 200, spendendo una cifra elevatissima, e spendendo un miliardo e passa di vecchie lire per la ristrutturazione di una casa non nostra”.