MILANO – E’ stato rinviato ma non si sa quale sara’ la nuova data perche’ non e’ stata ancora fissata, l’interrogatorio di Emilio Fede, convocato per questa mattina dai Pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, titolari dell’inchiesta sul fallimento sia personale che delle societa’ di Lele Mora nella quale e’ indagato lo stesso ex direttore del Tg4.
Emilio Fede che aveva chiesto di essere personalmente interrogato sulla vicenda dei due milioni e mezzo di euro che avrebbe cercato di depositare alla fine dello scorso dicembre in contanti su un conto della Bsi di Lugano, operazione che pero’ non fu consentita a causa dell’incerta provenienza del denaro, e’ stato convocato per questa mattina con un invito a comparire inviato venerdi’ scorso. I due Pm milanesi volevano capire se quei soldi siano legati al fallimento della societa’ LM Management, la societa’ per cui l’agente dei vip ha patteggiato quattro anni e tre mesi per bancarotta.
In sostanza gli inquirenti vogliono accertare se la cifra che l’ex direttore del Tg4 avrebbe cercato di versare in Svizzera sia una parte dei due milioni e 850 mila euro che Silvio Berlusconi ha prestato a Mora per salvare la ‘sua societa” sull’orlo del dissesto e di cui lo stesso giornalista avrebbe trattenuto quasi, secondo l’accusa, 1,2 milioni di euro.
Fede non solo ha negato di aver mai cercato di versare i due milioni e mezzo in Svizzera ma ha anche sempre sostenuto di aver preso da Mora solo 350 mila euro somma di un prestito che il talent scout doveva restituirgli. L’interrogatorio di questa mattina era stato fissato inizialmente con ‘urgenza’ ma evidentemente questa urgenza non c’e’.
Da quanto e’ stato riferito l’interrogatorio, che forse verra’ fissato per mercoledi’ prossimo e’ saltato in quanto i pm questa mattina non erano disponibili perche’ impegnati in altre attivita’. Fede inizialmente era stato convocato con ”una urgenza” determinata dal fatto che lui stesso aveva chiesto di essere interrogato per chiarire la vicenda dei 2,5 milioni di euro venerdi’ scorso alle ore 15, due ore dopo cioe’ la notifica ai legali dell’invito a comparire. L’interrogatorio e’ stato poi spostato per questa mattina attorno alle 9 ma, gia’ ieri, la Procura ha fatto sapere ai difensori di non potere effettuarlo.