IMPERIA – Prosegue senza pause l'inchiesta avviata ad Imperia sugli appalti per la costruzione del porto turistico della citta' che ha portato alla carcerazione del presidente di Acqua Marcia, Francesco Caltagirone Bellavista, e dell'ex direttore della Porto Imperia spa, Carlo Conti.
Oggi, su mandato del pubblico ministero Maria Antonia Di Lazzaro, polizia Postale e Guardia di Finanza hanno perquisito a Roma gli uffici della Acquamare, societa' controllata di Acqua Marcia. Ieri altre perquisizioni erano state effettuate a Imperia, negli uffici e nelle abitazioni di persone a vario titolo legate alla costruzione del porto di Imperia.
Gli inquirenti vogliono acquisire materiale che sostanzi l'ipotesi di reato da cui l'inchiesta ha preso le mosse: secondo l'accusa, i responsabili di Acquamare, in accordo con Porto Imperia, avrebbero 'gonfiato' i costi per la realizzazione del porto, facendoli lievitare dai 100 milioni di euro iniziali ad oltre 200 milioni di euro.
La societa' incaricata della costruzione del porto, la Porto di Imperia spa, e' detenuta per il 33,3% dal Comune di Imperia, per il 33,3% da una cordata di imprenditori locali e per il restante 33,3% da Acquamare, che fa capo a Francesco Caltagirone Bellavista.
L'inchiesta sulla Porto di Imperia era partita nel 2010. Finora nell'ambito di questa seconda tranche risultano indagate dieci persone: due sono agli arresti in carcere, due agli arresti domiciliari, sei sono indagate a piede libero. I reati contestati sono tutti di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato.
L'ingegner Francesco Caltagirone Bellavista e il geometra Carlo Conti, secondo quanto riferito da uno dei loro legali, dovrebbero essere interrogati venerdi' prossimo. Oggi il presidente di Acqua Marcia ha ricevuto in carcere la visita del senatore del Pdl Riccardo Villari. ''Sono preoccupato, non tanto per me quanto per la mia famiglia, i miei affetti e le mie aziende'' gli ha detto l'imprenditore nel colloquio di mezz'ora avuto in carcere alla presenza del direttore dell'istituto.
''L'ho trovato tonico, consapevole, preoccupato, fiducioso e amareggiato – ha riferito Villari -. Ma, tutto sommato, sta abbastanza bene, l'ho trovato in buone condizioni, anche se sta vivendo una situazione pesante''.
Villari ha aggiunto che l'ingegnere ''si chiede se fosse proprio necessaria la misura restrittiva per una persona di 73 anni che vuole collaborare. Lui ha voglia di chiarire e ha la combattivita' per farlo''. Domani dovrebbe ricevere la visita in carcere di un alto prelato romano.
Nel frattempo il sindaco di Imperia, Paolo Strescino, e' stato sentito oggi dai pm come ''persona informata sui fatti''. Il colloquio, svoltosi nella procura imperiese, e' durato circa tre ore. All'uscita il primo cittadino non ha rilasciato alcuna dichiarazione. In precedenza aveva dichiarato: ''Non mi dimetto. Ma sono preoccupato. Il futuro di questa citta' passa dal porto turistico''.
