ROMA – Dopo Bernabei altri sei commercianti, titolari di bar, ristoranti e negozi del centro storico avrebbero confermato di aver ricevuto pressioni da parte di alcuni vigili del I Gruppo. Sentiti dai pm e dai carabinieridel nucleo investigativo di via In selci, sono stati convocati in procura dopo essere stati chiamati in causa da Paolo e Silvio Bernabei, i vinai romani che sostengono di avere pagato gli agenti, accusando pesantemente anche il comandante del corpo, Angelo Giuliani.
Gli elementi forniti però risultano vaghi e approssimativi. I commercianti avrebbero fatto riferimento a “multe sospette”, sostenendo che quello fosse lo strumento utilizzato dagli agenti per convincerli a pagare mazzette e tangenti. Poi a pressioni e minacce. I carabinieri stanno verificando se ci siano riscontri con quelle dichiarazioni, se davvero i verbali siano sospetti e se le affermazioni dei commercianti che si dicono taglieggiati trovino conferme.
I commercianti convocati da Bernabei non sono ancora convocati tutti: ne restano alcuni da sentire e proprio da loro gli investigatori sperano di trovare dettagli più concreti, magari indicazioni su come trovare le prove della presunta concussione. Se si trovassero seri indizi al riguardo sarebbe la prova che quello scoperchiato dall’imprenditore è un vero e proprio sistema, come ha sostenuto lui stesso e non un episodio isolato. Allo stato attuale la tangente che ha dato origine all’indagine resta comprovata: i magistrati stanno cercando di risalire a come si è arrivati a mettere nero su bianco quella richiesta di mazzette. Domani sarà sentito anche in mini-sindaco Crosetti.