CATANZARO, 22 DIC – ''Premesso, come ho sempre detto, il mio estremo rispetto nella sostanza e non per la sola forma, nei confronti della giustizia, intervengo sull'odierna richiesta del sostituto procuratore generale che mi riguarda nel processo d'appello per l'inchiesta Why Not perche' una richiesta di condanna puo' impressionare l'opinione pubblica e sento il dovere di chiarire ai calabresi questa vicenda''. Lo afferma, in una dichiarazione, Agazio Loiero, coordinatore politico nazionale della federazione tra Mpa ed Autonomia e diritti ed ex presidente della Regione Calabria.
''La Procura generale – aggiunge Loiero – ha chiesto a mio carico la pena di un anno per il reato di abuso in atti d'ufficio dopo che nel primo grado era stata chiesta, per una serie di reati, l'assoluzione da parte della Procura, poi accolta dal Gup. Oggi resta in piedi questo reato e sento la necessita' di spiegare bene ai calabresi come sono andati i fatti''.
''In sede di giunta – dice ancora Loiero – e' stato dato mandato alla dirigenza dell'Assessorato al Personale di verificare se c'era la possibilita' di utilizzare personale che era gia' in servizio presso la Regione (i cosiddetti interinali), anche per lo svolgimento del censimento del patrimonio immobiliare. La Corte dei conti aveva messo in mora la Regione perche' mancava detto censimento. A quel punto ci siamo rivolti ai dirigenti degli uffici competenti, invitando a fare il censimento e la risposta fu che era impossibile espletare il servizio con personale interno, per cui fummo costretti, ripeto, ad affidarlo al personale degli interinali che gia' c'era. E' solo per questo che oggi viene richiesta la mia condanna''.