CATANZARO – La sentenza del processo d'appello per sedici imputati coinvolti nell'inchiesta Why Not, sui presunti illeciti nella gestione dei fondi pubblici, e' stata acquisita dai giudici del tribunale di Catanzaro davanti ai quali e' in corso il dibattimento di primo grado a 27 persone tra esponenti politici, imprenditori e professionisti.
La richiesta di acquisizione della sentenza, emessa il 27 gennaio scorso dai giudici della Corte d'appello di Catanzaro, e' stata chiesta dai sostituti procuratore della Repubblica, Massimo Lia ed Eugenio Facciolla. Nella sentenza i giudici di secondo grado hanno riconosciuto l'esistenza di una associazione per delinquere ai cui vertici c'era l'imprenditore ed ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, Antonio Saladino.
Durante l'udienza era previsto anche l'interrogatorio di Pietro Macri, imputato in procedimento collegato, il quale pero' si e' avvalso della facolta' di non rispondere. La Procura generale ha chiesto poi l'acquisizione dei verbali di interrogatorio, resi durante la fase delle indagini preliminari, di alcuni imputati tra cui Francesco Morelli, Antonio Gargano, Dionisio Gallo ed Antonino Gatto.
Stamane dovevano essere sentiti alcuni imputati ma dopo una richiesta di difensiva i giudici hanno deciso di posticiparli a dopo l'interrogatorio della principale teste d'accusa, Caterina Merante. Quest'ultima, che e' anche imputata nel processo, sara' sentita nell'udienza del 14 marzo.