CAGLIARI – La Saras pagherà cinque milioni di euro ai familiari di Daniele Melis, di 29 anni, Luigi Solinas, di 27, e Bruno Muntoni, di 58, i tre operai morti asfissiati il 26 maggio 2009, mentre eseguivano lavori di manutenzione in una cisterna della raffineria di Sarroch. Ne danno notizia i quotidiani L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna.
In cambio della somma, le famiglie delle vittime rinunceranno a costituirsi parte civile e a chiedere altri risarcimenti quando ci sarà il processo. Nell’ottobre scorso la procura della Repubblica di Cagliari aveva chiesto il rinvio a giudizio per il direttore generale della Saras, Dario Scafardi, il direttore delle operazioni industriali, Antioco Mario Gregu, il direttore della raffineria Guido Grosso, il responsabile dell’area dove sono morti gli operai, Antonello Atzori, e di Francesco Ledda, legale rappresentante della Comesa, la ditta per la quale lavoravano le vittime. L’accordo, raggiunto tra gli avvocati della Saras e delle famiglie delle vittime, prevede un risarcimento di 300 mila euro per ogni genitore e figlio e di 130 per ogni fratello. Due famiglie riceveranno complessivamente la somma di un milione e 800 mila euro e la terza di un milione e 400 mila.
