Nonostante gli effetti positivi della patente a punti, l’Italia, con 4.739 morti nel 2008, è rimasta prima in Europa per vittime della strada. Lo affermano i dati del Consiglio europeo per la sicurezza nei trasporti (Etsc).
Secondo lo studio, emerso nel corso dell’undicesimo Annual Assicurazioni presso la sede del Sole 24 Ore a Milano, l’Italia l’anno scorso ha superato di poco, dal punto di vista assoluto, la Germania, paese che ha contato 4.467 vittime per incidenti stradali, ma la supera di molto per numero di morti in proporzione alla popolazione: 79 per milione di abitanti contro i 54 della Germania.
Come numero di vittime il terzo paese europeo è la Francia con 4.275 morti, seguita dalla Spagna con 3.081 e dal Regno Unito con 2.718, paesi comunque con un tasso di morti per milione di abitanti nettamente inferiore a quello italiano. La nazione europea più ‘pericolosà, afferma la ricerca Etsc, è la Lituania con 148 morti ogni milione di abitanti, seguita da Polonia (143), Romania e Grecia (entrambe a 142 morti per milione).
In Italia comunque, come nel resto del continente, il problema sta migliorando: nel 2001 i morti erano oltre settemila, cioè 125 ogni milione di abitanti, nel 2007 erano 5.313 (90 per milione). «Le esperienze di diversi paesi europei – commenta Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell’Etsc – testimoniano l’efficacia dei programmi di prevenzione e controllo nei confronti dei due pericoli principali: velocità e alcol, con il futuro che deve guardare soprattutto a prevenzione ed educazione stradale».