BHUBANESWAR (ORISSA) – “Sopravviverò. Amo l’India”. Così Paolo Bosusco, l’italiano ancora nelle mani dei ribelli maosti nell’Orissa, ha parlato al walkie talkie con i reporter indiani che sono andati a prendere il suo compagno di viaggio Claudio Colangelo. In un’esclusiva delle pagine online di Repubblica si legge che Bosusco ha affidato un messaggio audio ai quattro giornalisti che domenica hanno raggiunto i guerriglieri per riportare a casa Colangelo. Quattro minuti e quarantacinque secondi registrati attraverso walkie talkie nei quali Bosusco sembra sereno, ripete più volte di essere in perfette condizioni di salute e assicura di poter parlare liberamente e di non essere sotto minaccia.
Le buone condizioni dell’uomo sono state confermate anche dal Ministero degli Esteri. Il portavoce della Farnesina Giuseppe Manzo facendo il punto sul rapimento del connazionale ha spiegato che oggi, 28 marzo, l’ambasciatore italiano Giacomo Sanfelice ha parlato con il chief minister dell’Orissa che gli ha ”confermato il massimo impegno” delle autorità indiane per la liberazione di Bosusco sottolineando che da parte italiana è stato più volte ribadito che la ”priorità assoluta è la tutela della vita” dell’ostaggio.
Bosusco al walkie talkie si è detto felicissimo che siano stati liberati sia i due indiani che lavoravano per lui, sia il suo cliente italiano, Claudio Colangelo: “Ha avuto fiducia in me, pensavo che non avremmo avuto alcun problema nella giungla, sono 21 anni che ci lavoro e non ne ho mai dovuto fronteggiare”. Il suo timore è di dover essere rimpatriato quando l’intera faccenda sarà risolta: “Sono innocente, lavoro qui da tanti anni onestamente, amo questa terra e le tribù. Se il governo mi rimpatrierà mi sarà stata fatta una doppia ingiustizia”.
Intanto, nella guest house di Stato della capitale dell’Orissa, Bhubaneswar, sono ripresi i negoziati per portare a buon fine il rapimento. L’accordo sembra essere vicinissimo: difendere e rispettare i tribali e le loro terre dalla speculazione del turismo e dalla foga delle aziende minerarie che puntano al ricchissimo sottosuolo. Più difficile fare concessioni sul rilascio dei prigionieri, alcuni dei quali accusati di crimini gravissimi. Entro stasera, prevedono i mediatori, la trattativa dovrebbe giungere a termine, ma per ottenere il sì definitivo di Sabyasachi Panda bisognerà riuscire a tradurre tutto in impegni concreti.