ROMA, 15 OTT – E' diventato un vero e proprio caso editoriale e politico. Un punto di riferimento ideologico che ha infiammato, quasi come il 'Libretto rosso' di Mao Tse-tung, gli animi di milioni di persone che oggi scendono in piazza in tutto il mondo, anche in Italia. 'Indignez-Vous' e' l'appello di un vecchio signore di 94 anni, Stephane Hessel, resistente e diplomatico francese di origine ebraica tedesca.
E' un testo semplice, di una trentina di pagine, con argomenti che inizialmente la critica ha bollato come poco originali, che pero' ha toccato prima l'emotivita' dei francesi di tutte le eta', dagli adolescenti ai pensionati, poi si e' esteso a macchia d'olio ai delusi di tutto il mondo, in particolare alle giovani generazioni che si sentono private del futuro.
''Il motivo di base della Resistenza era l'indignazione. Noi veterani dei movimenti di resistenza, noi chiamiamo le nuove generazioni a fare vivere, trasmettere, l'eredita' della Resistenza e dei suoi ideali. Noi diciamo loro: raccogliete il testimone, indignatevi!'', scrive nel suo libro Hessel, intellettuale progressista da sempre impegnato in difesa dei piu' svantaggiati, al rifiuto per le ingiustizie del mondo contemporaneo, dagli squilibri tra nord e sud alla tirannia dei mercati finanziari.
''Non e' certo un programma di governo. Ma e' un serio avvertimento al governo'', aveva scritto qualche mese fa dopo l'esordio in Francia Thomas Wieder, autorevole recensore di Le Monde. Mentre il numero 2 dei socialisti francesi Harlem Desir, aveva definito il libretto ''il controcampo del sarkozysismo''.
''A noi compete di vegliare tutti insieme affinche' la nostra societa' resti una societa' di cui possiamo essere fieri – scrive il 'cattivo maestro' Hessel -. Non questa societa' di 'sans-papiers', di espulsioni, di sospetti verso gli immigrati, non questa societa' dove si rimettono in causa le pensioni, i diritti acquisiti…non questa societa' dove i media sono nelle mani dei ricchi'', dove ''lo scarto tra i piu' ricchi e i piu' poveri non e' mai stato cosi' importante e la corsa al denaro, la competizione, mai cosi' incoraggiata''. Non questa societa', dice ancora il vecchio partigiano, dove ''le banche, ormai privatizzate, si mostrano preoccupate piu' dei loro dividendi e degli altissimi emolumenti dei propri dirigenti che dell'interesse generale''.
''Auguro a tutti voi di trovare il vostro motivo per indignarvi. E' prezioso. Quando qualcosa e' fonte di indignazione, come e' successo a me con il nazismo, allora si diventa militanti, forti e impegnati'', dice ancora Stephane Hessel – che e' stato allievo di due grandi filosofi francesi, Sartre e Merleau-Ponty. E l'appello e' in particolare ai giovani: ''Prenez le relais, indignez-vous!'', ''Prendete il testimone e indignatevi!''. Parole che hanno agito come un catalizzatore sulle nuove generazioni che in tutto il mondo stanno dando vita ad un movimento che grazie anche alla Rete, ai social network e ai blog cresce ogni giorno e chissa' dove arrivera'.