
Infermiere killer per vendetta: l'ospedale lo trasferisce e lui uccide due pazienti FOTO ANSA
L’infermiere killer ha ucciso perché frustrato dopo il trasferimento da un reparto all’altro dell’ospedale, spostamento che aveva ritenuto una regressione nella professione. E’ il movente per il quale il 50enne, infermiere del Reparto di medicina e Chirurgia a Catania ha inoculato a due donne – un ultra 60enne ed una di 80 anni – dosi massicce Diazepam e Midazolam. Farmaci controindicati rispetto alle loro patologie, provocandone la morte. L’uomo è agli arresti per omicidio premeditato pluriaggravato.
L’infermiere killer per vendetta
A far scattare le indagini della squadra Mobile le denunce di due psicologi che avevano in cura l’uomo e che, dopo aver raccolto le sue “confidenze”, hanno avuto dei sospetti che fosse accaduto qualcosa di grave. L’infermiere ha detto loro di essere “mosso da uno stato di preoccupante distacco emotivo maturato nei confronti dei pazienti a causa del comportamento vessatorio dei superiori”. Secondo le accuse l’uomo ha agito per futili motivi e “l’azione criminosa è accuratamente progettata” in tutte le fasi. Ha preso i farmaci nonostante non vi fosse prescrizione medica, li ha inoculati durante il turno di notte, non ha indicato di aver compiuto l’inoculazione nelle cartelle cliniche e avrebbe parlato dei due decessi ai suoi psicologi.
La due vittime
Le due vittime morirono una il 2 dicembre del 2020, l’altra il 16 gennaio del 2021. Tutti e due i decessi sono avvenuti dopo il turno lavorativo notturno dell’infermiere. La Procura parla di una “successione di eventi che supporta il giudizio di gravità indiziaria”. L’Azienda ospedaliera ha sospeso dal servizio l’infermiere ed avviato un “procedimento disciplinare previsto dalla normativa”, spiegando di aver “fattivamente collaborato sin dall’inizio con l’autorità giudiziaria”.Â
