I vaccini per l’influenza A riempiono i magazzini dei paesi europei, scatta quindi la rivendita a prezzo stracciato ai paesi dell’Est. La pandemia si è rivelata meno terribile di quanto avevano preannunciato, a questo si aggiunge il fatto che il solito vaccino per l’influenza stagionale bastava a combattere anche il virus dell’H1H1 per i soggetti sani, il risultato è che sono stati meno del previsto i cittadini che si sono vaccinati e le scorte di vaccino sono rimaste inutilizzate nei magazzini.
Così, vari governi, dalla Francia alla Germania, hanno deciso: la soluzione è rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi, in testa quelli dell’Est.
Il ministero della Salute francese ha annunciato oggi 3 gennaio di aver cominciato a rivendere all’estero una parte del proprio stock di vaccini (la Francia aveva acquistato 94 milioni di dosi per una spesa totale di 675 milioni di euro e dall’inizio della campagna vaccinale, lo scorso 21 ottobre, sono stati vaccinati circa 5 milioni di francesi). Tra i primi acquirenti, il Qatar ha già acquistato 300.000 dosi e il negoziato è avviato anche con l’Egitto, che si augura di acquistare due milioni di dosi. Negoziazioni sono pure in corso con l’Ucraina, Paese dove la Francia è in concorrenza, secondo alcune fonti, con la Germania.
E proprio la Germania avrebbe intenzione di rivendere oltre due milioni di dosi di vaccino: ne ha ordinate 50 milioni (su una popolazione di 80 mln di persone) quando si pensava fossero necessarie due dosi a persona. Finora solo poco più del 5% della popolazione si è vaccinata. L’intenzione di rivendere il vaccino sarebbe anche della Spagna, e pure la Svizzera si avvia a rivendere circa 4,5 mln dei 13 mln di dosi acquistate.
L’Italia ha ordinato 48 mln di dosi, con l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione, a partire dalle categorie a rischio e quelle di pubblica utilità . Ad oggi sono state somministrate circa 840.000 dosi. Rispetto alla possibilità di rivendere parte dello stock ordinato, ha precisato il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari,«nessuna decisione è stata assunta ed occorre prima arrivare alla fine della campagna vaccinale. E’ però evidente – ha sottolineato – che l’Italia è tra i paesi Ue che hanno acquistato un minor numero di dosi e già esiste l’impegno a donare all’Oms il 10% delle scorte in favore dei Paesi più poveri». Si tratta, ha concluso Oleari, «di vedere quante dosi rimarranno alla fine della campagna ed il ministro farà le proprie valutazioni». Dell’eventuale opzione ‘rivendita’, dunque, si riparlerà non prima degli inizi di febbraio.
DECISIONI A TERMINE CAMPAGNA;CINA TEME ESPLOSIONE CASI (ANSA) – ROMA, 3 GEN –
E’ stato certamente determinante il fatto che, fortunatamente, la pandemia di
influenza A non si è finora rivelata terribile come inizialmente temuto, ed ha
avuto un gran peso anche l’indicazione dell’Organizzazione mondiale della
Sanità (Oms) che, a novembre, ha stabilito che una sola dose di vaccino è
sufficiente per proteggere i soggetti adulti.
Ma il risultato finale è stato analogo in molti Paesi europei: meno del
previsto i cittadini che si sono vaccinati e scorte di vaccino rimaste
inutilizzate nei magazzini. Così, vari governi, dalla Francia alla Germania,
hanno deciso: la soluzione è rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi, in
testa quelli dell’Est.
E’ quindi scattata una vera e propria corsa alla ‘rivendita’, ed in alcuni
casi, come per conquistare il potenziale acquirente Ucraina, è concorrenza
aperta tra i diversi governi. In Italia, invece, ancora nessuna decisione è
stata presa in merito: si attenderà , prima di valutare la possibile opzione di
vendita, il termine della campagna vaccinale in atto.
Ma se in Europa si tira un sospiro di sollievo e si pensa a come ricollocare
le scorte di vaccino inutilizzate – anche se la stessa Oms invita e non cantar
vittoria troppo presto, sottolineando che il pericolo pandemia resta e
potrebbero comunque verificarsi nuovi picchi – in Asia ed in particolare in
Cina è invece allarme: Il virus A/H1N1 si sta rapidamente diffondendo nelle
campagne, ha avvertito il governo, e si teme un picco di casi con il prossimo
capodanno lunare, quando milioni di cinesi torneranno nei luoghi d’origine per
i festeggiamenti.
– PARTE CORSA A RIVENDITA VACCINI, VIA A ‘DOSI IN SALDO’: Vari governi si
sono fatti i conti in tasca ed hanno concluso che la soluzione più conveniente
è rivendere le dosi di vaccino pandemico in eccesso ad altri Paesi che invece
ne sono carenti.
Infatti, dal momento che l’Oms ha comunicato che una sola dose è sufficiente
ad immunizzare i soggetti adulti (invece delle due dosi inizialmente previste),
le scorte acquistate dalla aziende farmaceutiche sono risultate in eccesso in
numerosi Paesi europei, dove, inoltre, anche la percentuale di cittadini che ha
deciso di vaccinarsi è stata inferiore a quella prevista. Il ministero della
Salute francese ha annunciato oggi di aver cominciato a rivendere all’estero
una parte del proprio stock di vaccini (la Francia aveva acquistato 94 milioni
di dosi per una spesa totale di 675 milioni di euro e dall’inizio della
campagna vaccinale, lo scorso 21 ottobre, sono stati vaccinati circa 5 milioni
di francesi): Tra i primi acquirenti, il Qatar ha già acquistato 300.000 dosi e
il negoziato è avviato anche con l’Egitto, che si augura di acquistare due
milioni di dosi.
Negoziazioni sono pure in corso con l’Ucraina, Paese dove la Francia è in
concorrenza, secondo alcune fonti, con la Germania. E proprio la Germania
avrebbe intenzione di rivendere oltre due milioni di dosi di vaccino: ne ha
ordinate 50 milioni (su una popolazione di 80 mln di persone) quando si pensava
fossero necessarie due dosi a persona. Finora solo poco più del 5% della
popolazione si è vaccinata. L’intenzione di rivendere il vaccino sarebbe anche
della Spagna, e pure la Svizzera si avvia a rivendere circa 4,5 mln dei 13 mln
di dosi acquistate.
– IN ITALIA DECISIONE DOPO CAMPAGNA VACCINALE: L’Italia ha ordinato 48 mln di
dosi, con l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione, a partire dalle
categorie a rischio e quelle di pubblica utilità . Ad oggi sono state
somministrate circa 840.000 dosi. Rispetto alla possibilità di rivendere parte
dello stock ordinato, ha precisato il direttore generale Prevenzione e sanitÃ
del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, “nessuna decisione è stata assunta
ed occorre prima arrivare alla fine della campagna vaccinale. E’ però evidente
– ha sottolineato – che l’Italia è tra i paesi Ue che hanno acquistato un minor
numero di dosi e già esiste l’impegno a donare all’Oms il 10% delle scorte in
favore dei Paesi più poveri”. Si tratta, ha concluso Oleari, “di vedere quante
dosi rimarranno alla fine della campagna ed il ministro farà le proprie
valutazioni”. Dell’eventuale opzione ‘rivendita’, dunque, si riparlerà non
prima degli inizi di febbraio.
CRINFLUENZA A:DA FRANCIA A GERMANIA,VIA RIVENDITA VACCINI/ANSA IN ITALIA DECISIONI A TERMINE CAMPAGNA;CINA TEME ESPLOSIONE CASI (ANSA) – ROMA, 3 GEN – E’ stato certamente determinante il fatto che, fortunatamente, la pandemia di influenza A non si è finora rivelata terribile come inizialmente temuto, ed ha avuto un gran peso anche l’indicazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che, a novembre, ha stabilito che una sola dose di vaccino è sufficiente per proteggere i soggetti adulti. Ma il risultato finale è stato analogo in molti Paesi europei: meno del previsto i cittadini che si sono vaccinati e scorte di vaccino rimaste inutilizzate nei magazzini. Così, vari governi, dalla Francia alla Germania, hanno deciso: la soluzione è rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi, in testa quelli dell’Est. E’ quindi scattata una vera e propria corsa alla ‘rivendita’, ed in alcuni casi, come per conquistare il potenziale acquirente Ucraina, è concorrenza aperta tra i diversi governi. In Italia, invece, ancora nessuna decisione è stata presa in merito: si attenderà , prima di valutare la possibile opzione di vendita, il termine della campagna vaccinale in atto. Ma se in Europa si tira un sospiro di sollievo e si pensa a come ricollocare le scorte di vaccino inutilizzate – anche se la stessa Oms invita e non cantar vittoria troppo presto, sottolineando che il pericolo pandemia resta e potrebbero comunque verificarsi nuovi picchi – in Asia ed in particolare in Cina è invece allarme: Il virus A/H1N1 si sta rapidamente diffondendo nelle campagne, ha avvertito il governo, e si teme un picco di casi con il prossimo capodanno lunare, quando milioni di cinesi torneranno nei luoghi d’origine per i festeggiamenti. – PARTE CORSA A RIVENDITA VACCINI, VIA A ‘DOSI IN SALDO’: Vari governi si sono fatti i conti in tasca ed hanno concluso che la soluzione più conveniente è rivendere le dosi di vaccino pandemico in eccesso ad altri Paesi che invece ne sono carenti. Infatti, dal momento che l’Oms ha comunicato che una sola dose è sufficiente ad immunizzare i soggetti adulti (invece delle due dosi inizialmente previste), le scorte acquistate dalla aziende farmaceutiche sono risultate in eccesso in numerosi Paesi europei, dove, inoltre, anche la percentuale di cittadini che ha deciso di vaccinarsi è stata inferiore a quella prevista. Il ministero della Salute francese ha annunciato oggi di aver cominciato a rivendere all’estero una parte del proprio stock di vaccini (la Francia aveva acquistato 94 milioni di dosi per una spesa totale di 675 milioni di euro e dall’inizio della campagna vaccinale, lo scorso 21 ottobre, sono stati vaccinati circa 5 milioni di francesi): Tra i primi acquirenti, il Qatar ha già acquistato 300.000 dosi e il negoziato è avviato anche con l’Egitto, che si augura di acquistare due milioni di dosi. Negoziazioni sono pure in corso con l’Ucraina, Paese dove la Francia è in concorrenza, secondo alcune fonti, con la Germania. E proprio la Germania avrebbe intenzione di rivendere oltre due milioni di dosi di vaccino: ne ha ordinate 50 milioni (su una popolazione di 80 mln di persone) quando si pensava fossero necessarie due dosi a persona. Finora solo poco più del 5% della popolazione si è vaccinata. L’intenzione di rivendere il vaccino sarebbe anche della Spagna, e pure la Svizzera si avvia a rivendere circa 4,5 mln dei 13 mln di dosi acquistate. – IN ITALIA DECISIONE DOPO CAMPAGNA VACCINALE: L’Italia ha ordinato 48 mln di dosi, con l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione, a partire dalle categorie a rischio e quelle di pubblica utilità . Ad oggi sono state somministrate circa 840.000 dosi. Rispetto alla possibilità di rivendere parte dello stock ordinato, ha precisato il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, “nessuna decisione è stata assunta ed occorre prima arrivare alla fine della campagna vaccinale. E’ però evidente – ha sottolineato – che l’Italia è tra i paesi Ue che hanno acquistato un minor numero di dosi e già esiste l’impegno a donare all’Oms il 10% delle scorte in favore dei Paesi più poveri”. Si tratta, ha concluso Oleari, “di vedere quante dosi rimarranno alla fine della campagna ed il ministro farà le proprie valutazioni”. Dell’eventuale opzione ‘rivendita’, dunque, si riparlerà non prima degli inizi di febbraio. CRINFLUENZA A:DA FRANCIA A GERMANIA,VIA RIVENDITA VACCINI/ANSA IN ITALIA DECISIONI A TERMINE CAMPAGNA;CINA TEME ESPLOSIONE CASI (ANSA) – ROMA, 3 GEN – E’ stato certamente determinante il fatto che, fortunatamente, la pandemia di influenza A non si è finora rivelata terribile come inizialmente temuto, ed ha avuto un gran peso anche l’indicazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che, a novembre, ha stabilito che una sola dose di vaccino è sufficiente per proteggere i soggetti adulti. Ma il risultato finale è stato analogo in molti Paesi europei: meno del previsto i cittadini che si sono vaccinati e scorte di vaccino rimaste inutilizzate nei magazzini. Così, vari governi, dalla Francia alla Germania, hanno deciso: la soluzione è rivendere le dosi in eccesso ad altri Paesi, in testa quelli dell’Est. E’ quindi scattata una vera e propria corsa alla ‘rivendita’, ed in alcuni casi, come per conquistare il potenziale acquirente Ucraina, è concorrenza aperta tra i diversi governi. In Italia, invece, ancora nessuna decisione è stata presa in merito: si attenderà , prima di valutare la possibile opzione di vendita, il termine della campagna vaccinale in atto. Ma se in Europa si tira un sospiro di sollievo e si pensa a come ricollocare le scorte di vaccino inutilizzate – anche se la stessa Oms invita e non cantar vittoria troppo presto, sottolineando che il pericolo pandemia resta e potrebbero comunque verificarsi nuovi picchi – in Asia ed in particolare in Cina è invece allarme: Il virus A/H1N1 si sta rapidamente diffondendo nelle campagne, ha avvertito il governo, e si teme un picco di casi con il prossimo capodanno lunare, quando milioni di cinesi torneranno nei luoghi d’origine per i festeggiamenti. – PARTE CORSA A RIVENDITA VACCINI, VIA A ‘DOSI IN SALDO’: Vari governi si sono fatti i conti in tasca ed hanno concluso che la soluzione più conveniente è rivendere le dosi di vaccino pandemico in eccesso ad altri Paesi che invece ne sono carenti. Infatti, dal momento che l’Oms ha comunicato che una sola dose è sufficiente ad immunizzare i soggetti adulti (invece delle due dosi inizialmente previste), le scorte acquistate dalla aziende farmaceutiche sono risultate in eccesso in numerosi Paesi europei, dove, inoltre, anche la percentuale di cittadini che ha deciso di vaccinarsi è stata inferiore a quella prevista. Il ministero della Salute francese ha annunciato oggi di aver cominciato a rivendere all’estero una parte del proprio stock di vaccini (la Francia aveva acquistato 94 milioni di dosi per una spesa totale di 675 milioni di euro e dall’inizio della campagna vaccinale, lo scorso 21 ottobre, sono stati vaccinati circa 5 milioni di francesi): Tra i primi acquirenti, il Qatar ha già acquistato 300.000 dosi e il negoziato è avviato anche con l’Egitto, che si augura di acquistare due milioni di dosi. Negoziazioni sono pure in corso con l’Ucraina, Paese dove la Francia è in concorrenza, secondo alcune fonti, con la Germania. E proprio la Germania avrebbe intenzione di rivendere oltre due milioni di dosi di vaccino: ne ha ordinate 50 milioni (su una popolazione di 80 mln di persone) quando si pensava fossero necessarie due dosi a persona. Finora solo poco più del 5% della popolazione si è vaccinata. L’intenzione di rivendere il vaccino sarebbe anche della Spagna, e pure la Svizzera si avvia a rivendere circa 4,5 mln dei 13 mln di dosi acquistate. – IN ITALIA DECISIONE DOPO CAMPAGNA VACCINALE: L’Italia ha ordinato 48 mln di dosi, con l’obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione, a partire dalle categorie a rischio e quelle di pubblica utilità . Ad oggi sono state somministrate circa 840.000 dosi. Rispetto alla possibilità di rivendere parte dello stock ordinato, ha precisato il direttore generale Prevenzione e sanità del ministero della Salute, Fabrizio Oleari, “nessuna decisione è stata assunta ed occorre prima arrivare alla fine della campagna vaccinale. E’ però evidente – ha sottolineato – che l’Italia è tra i paesi Ue che hanno acquistato un minor numero di dosi e già esiste l’impegno a donare all’Oms il 10% delle scorte in favore dei Paesi più poveri”. Si tratta, ha concluso Oleari, “di vedere quante dosi rimarranno alla fine della campagna ed il ministro farà le proprie valutazioni”. Dell’eventuale opzione ‘rivendita’, dunque, si riparlerà non prima degli inizi di febbraio. CR
