Le pressioni sono già numerose e insistenti e con l’esplodere della pandemia in autunno aumenteranno le richieste di vaccinarsi contro l’influenza A. Ma i medici di famiglia, che saranno tra i protagonisti della campagna di vaccinazione prevista tra ottobre e novembre, mettono le mani avanti: «Non possiamo disporre liberamente delle dosi di vaccino, limitate, che ci verranno messe a disposizione, e non vaccineremo chiunque ce lo chieda, ma solo le categorie esplicitamente inserite nel target dal ministero della Salute».
Così Giacomo Milillo, segretario della federazione dei medici di famiglia (Fimmg) che esprime il timore che «venga sempre più gente nei nostri studi per chiedere, oltre al vaccino per l’influenza stagionale, quello contro il virus A anche se non sono tra le categorie a rischio. Ma non si può, è bene che i cittadini se ne rendano conto chiaramente per non subissarci di richieste impossibili».
Il vaccino contro l’influenza A sarà rivolto ai sanitari e alle persone che lavorano nei servizi essenziali, ad alcune categorie a rischio e in seconda battuta ai giovani fino ai 27 anni. Esclusi, tra gli altri, gli over 65 non a rischio che al contrario della “normale” influenza sembrano essere i soggetti più resistenti al nuovo virus.
La vaccinazione stagionale partirà ai primi di ottobre e quest’anno, riferisce Milillo, «verrà affidata in quasi tutte le regioni prevalentemente ai medici di famiglia, proprio per sgravare i centri sanitari in vista della possibile emergenza del virus A. In linea di massima dovremmo concludere il 15 novembre, pronti per partire con la vaccinazione contro la nuova influenza».
