Chi ancora ricorda la vicenda dell’Innse? Quella degli operai che si sono opposti al licenziamento salendo su una gru dentro la fabbrica? e del padrone che non voleva chiudere per fallimento ma perché aveva trovato da vendere capannone e terreno a una società immobiliare? e poi l’annuncio: accordo raggiunto?
Sembrava una storia di mezza estate, che nel caldo dell’agosto 2009 ci aveva distratto dalla noia delle vacanze. Era poi arrivato il cavaliere bianco, sotto l’aspetto della Camuzzi, un’importante azienda di Brescia, e tutti sollevati a pensare ad altro, mentre, confortati dall’esempio Innse, altri lavoratori di aziende più o meno in crisi salivano anche loro dove potevano, dalla gru al Colosseo.
Invece per l’Innse non era ancora finito nulla, le trattative si sono trascinate ancora per oltre un mese. Al vecchio padrone era subentrato il nuovo, la società immobiliare Aedes, che ha pagato caro il bene, calcolando il prezzo in base a uno sviluppo che non ci sarebbe più stato e vendeva quindi cara la pelle; ma anche la Camuzzi non voleve passare dal ruolo del salvatore a quello del fesso, perché poi, se le cose fossero andate male, nessuno avrebbe più detto grazie.
Di tutto questo non si sapeva più nulla, perché i lavoratori erano scesi dal tetto, i sindacati si erano ingolfati in nuove vertenze, giornali e tv erano passati ad altri temi.
Che ci siano state tutte quelle complicazioni lo si capisce solo ora, leggendo una notizia d’agenzia, che dice, come fosse la prima volta, che, dopo oltre otto ore di discussione in prefettura, a Milano, nella notte tra mercoledì e giovedi è stato firmato un accordo per il passaggio al gruppo Camozzi di Brescia della Innse.
Entro il 12 ottobre ci sarà il passaggio dell’azienda e dell’area al gruppo Camozzi, che però ha subordinato l’acquisto all’approvazione da parte del Comune di Milano di una variante urbanistica. Se questo non avverrà, comunque il gruppo bresciano potrà affittare l’area per trent’anni a canone agevolato.
Le trattative, che vedevano di fronte il gruppo Camozzi e il proprietario dell’area, l’immobiliare Aedes, sono iniziate intorno alle 17; presenti anche il prefetto Gian Valerio Lombardi e l’assessore comunale allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli.
L’impressione è di averla già letta. Speriamo che sia davveero l’ultima volta.
