Internet è poco protetto, aumentano i furti di dati riservati

Gli internauti italiani sono poco protetti e il furto di informazioni riservate su Internet è in costante aumento. Il furto di informazioni, altrimenti detto phishing, continua inoltre ad alimentare l’economia sommersa, nonostante l’arresto della disponibilità di credito dovuta alla recente crisi finanziaria globale. L’allarme arriva dalla società di sicurezza informatica Symantec, secondo cui l’accessibilità ai dati sensibili continuerà ad aumentare di pari passo con la crescita delle transazioni finanziare on line.

Stando al rapporto sulla sicurezza rilasciato dalla compagnia, i dati relativi alle carte di credito restano quelli più richiesti. In questo particolare mercato nero i numeri delle carte di credito costano appena 30 dollari, mentre liste di indirizzi e account di e-mail oscillano tra 1 e 20 dollari. Per le credenziali bancarie, invece, il listino sale fino a 850 dollari.

Sempre secondo Symantec, i modelli organizzativi del crimine del mondo virtuale sono sempre più simili a quelli del mondo reale. Oggi è ancora più semplice, per chiunque lo voglia, commettere attività malevole e lanciare attacchi. Gli analisti hanno infatti riscontrato un aumento di “crimeware kit”, ovvero kit con informazioni e istruzioni che permettono anche ai meno esperti di realizzare un codice malevolo per sottrarre informazioni personali e altri tipi di dati.

A livello geografico, il report sembra è poco lusinghiero nei confronti dell’Italia. Il nostro è il primo Paese di lingua non inglese per il phishing ed è sesto al mondo per numero di computer infettati e usati dai cyber-criminali. E’ inoltre l’ottavo paese mondiale dal quale hanno origine gli attacchi provenienti dal web.

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