Cronaca Italia

Ipotesi Lockdown nazionale: 3 o 4 settimane di stop, nuovo Lockdown in Italia per dare un’accelerata al piano vaccini

Ipotesi lockdown nazionale: 3 o 4 settimane di stop totale. Per far abbassare la curva dei contagi, certo. Ma anche per dare un’accelerata al piano vaccini. Lockdown non è più una parolaccia, i giornali cominciano a scriverlo. E se cominciano a scriverlo è perché il tabù è stato evidentemente sdoganato anche nei “piani alti”.

Al momento i ministri Speranza (Salute) e Gelmini (Autonomie, cioè rapporti con le regioni) assicurano che si continuerà col sistema dei colori. Zona rossa, zona arancione, zona gialla, zona bianca. Con alcune variani, come l’arancione scuro. O le zone rosse locali, anche all’interno di una regione di altro colore.

Il non lockdown ha ragioni economiche, innanzitutto. Chiudere di nuovo tutto, tranne le attività essenziali, sarebbe una mazzata letale per l’economia nazionale, già tramortita nell’ultimo anno. Dal punto di vista epidemiologico, però, sarebbe il top. E questo i virologi lo dicono già da tempo. Ma ora c’è un’altra questione: i vaccini. Speranza ha detto che l’obiettivo è vaccinare tutti entro la fine dell’estate. Avere un’immunità di gregge per il prossimo autunno. Per farlo, però, bisognerebbe concentrarsi solo su quello. E fermare tutto il resto. Come, per esempio, ha fatto la Gran Bretagna.

Ipotesi lockdown nazionale: non si dice ma…

Di lockdown nazionale non si parla. Per ora. Ma qualche frase sibillina c’è. “Questo sarà un mese complicato” ammette il ministro della Salute Roberto Speranza. Ribadendo come le varianti abbiano “prodotto una nuova fase di accelerazione dell’epidemia”, con il virus che “oggi è più capace di correre” rispetto ai mesi scorsi. Bisognerà dunque intervenire, anche se dal governo continuano a ripetere che al momento non si sta ragionando di un lockdown generale, se non altro perché la situazione è molto diversa da regione a regione.

Basta vedere i dati del bollettino del 7 marzo: su quasi 21mila positivi, più della metà sono in tre regioni, Lombardia ( quasi 4.400 casi), Emilia Romagna (3.056) e Campania (2.560) mentre in altre 8 non si raggiungono i 500 casi. “Oggi abbiamo un’enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze” dice Speranza confermando dunque che si andrà avanti con il sistema delle fasce. Ciò non significa però che non ci saranno nuove strette. Anche perché Pasqua si avvicina. E non è da escludere un sistema di restrizioni simile a quello adottato dal governo Conte a Natale

Lockdown e piano vaccini

La questione prioritaria, per il governo Draghi, sono i vaccini. Sono in arrivo circa 9 milioni di dosi. Dal 1 aprile e per i prossimi tre mesi dovrebbero arrivarne circa 17 milioni al mese. 

Entro l’estate tutti gli italiani che lo vorranno potranno essere vaccinati. E’ questo l’obiettivo, ma anche la promessa, del ministro della Salute Roberto Speranza che, rispetto alla campagna vaccinale anti-Covid in atto, si mostra ottimista: superate le iniziali difficoltà legate al taglio di dosi consegnate, il prossimo trimestre sarà infatti decisivo e le vaccinazioni subiranno una forte accelerazione.

Anche perchè in arrivo ci sono altri nuovi vaccini, ed il ministro si dice “aperto” pure al russo Sputnik a patto che giunga il via libera europeo. I tempi per le successive fasi delle vaccinazioni si preannunciano dunque serrati poichè il prossimo trimestre, ha spiegato lo stesso Speranza, sarà quello decisivo: “Dal 1 aprile ci aspettiamo l’arrivo di oltre 50 milioni di dosi, e puntiamo a raggiungere almeno metà della popolazione. Quindi alla fine del secondo trimestre dell’anno ci troveremo in una situazione in cui la maggioranza sarà vaccinata ed entro l’estate conto che tutti gli italiani che lo vorranno potranno esserlo”.

Nel solo mese di marzo, l’Italia riceverà infatti dalle aziende farmaceutiche più vaccini di quelli ricevuti dal 27 dicembre al 28 di febbraio. Insomma, “siamo in una fase di accelerazione e le vaccinazioni – ha detto Speranza – aumenteranno sempre di più”. A fare la differenza sarà anche la prevista disponibilità di nuovi vaccini, oltre a quelli già in uso di Pfizer, Moderna e AstraZeneca.

L’11 marzo dovrebbe infatti arrivare il via libera dall’Agenzia europea dei medicinali Ema al vaccino di Johnson & Johnson, che ha la caratteristica di essere monodose e non richiede un richiamo, ma sotto la lente Ema ci sono anche i vaccini della tedesca Curevac e dell’americana Novavax. Ad allargare la disponibilità di dosi contribuirà, inoltre, l’estensione dell’indicazione d’uso in Italia per il vaccino AstraZeneca, che potrà essere somministrato ai soggetti over-65 e non più limitatamente alla fascia d’età 18-65 anni. Lo stesso Speranza ha annunciato l’arrivo entro i primi giorni della prossima settimana della circolare che darà la nuova indicazione: “Ci sono nuove evidenze che dimostrano che il vaccino di AstraZeneca può essere usato su tutte le fasce generazionali – ha chiarito – e già da domani o dopodomani ci sarà una circolare che andrà in questa direzione”. 

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Alberto Francavilla