JESI – Un ragazzino fece pipì sull’auto del suo educatore, l’uomo lo avrebbe costretto a leccarla per punizione. Una ricostruzione dei fatti ritenuta attendibile dalla sentenza del giudice Paolo Giombotti, del tribunale di Ancona, che ha condannato l’educatore a 3 mesi e al pagamento di 10mila euro per violenza privata ai danni di un minore. L‘educatore ha già annunciato il ricorso perché estraneo al fatto: le prove a sua carico sono testimonianze che presentano numerose contraddizioni.
La vicenda inizia nel 2008, riporta il Messaggero, e vede protagonisti un ragazzino di 14 anni e l’educatore di una comunità per minori difficili di Jesi. L’educatore sorprese il ragazzino ad urinare sulla sua auto. Poi il ragazzo e alcuni testimoni riferirono della presunta vendetta: il ragazzino sarebbe stato costretto a leccare la propria urina.
Una vendetta che non può essere dimostrata secondo i legali dell’educatore, tranne che per le parole dei testimoni sul quale si basa la sentenza del giudice di Ancona. Ma le versioni dei testimoni sono contraddittorie, spiega l’avvocato dell’educatore, Riccardo Ragni di Fabriano, che ha annunciato il ricorso poiché il suo cliente è estraneo ai fatti.
Il pm aveva chiesto per l’educatore una condanna d 8 mesi di carcere e un risarcimento di 30mila euro, che la madre del ragazzo, oggi maggiorenne, aveva chiesto in sede civile.
