Ha avuto l’ok ad entrare in porto la Jolly Amaranto: la nave mercantile della ”Ignazio Messina” di Genova, con 21 marinai a bordo, di cui 16 italiani, trainata per 90 chilometri fino all’imboccatura dello scalo marittimo di Alessandria d’Egitto da un rimorchiatore, dopo essere stata due giorni in balia delle onde, al largo della costa egiziana, per un’avaria ai motori, mentre sulla zona imperversava un’ondata eccezionale di maltempo.
Al termine di serrate trattative durate alcune ore, l’autorità marittima egiziana ha dato disco verde all’ormeggio. ”E anche questa possiamo raccontarla”: tira così un sospiro di sollievo il comandante della nave Federico Gatto, che terminate le operazioni potrà finalmente concedersi un po’ di riposo. E un sospiro di sollievo lo tira anche l’armatore Stefano Messina, in questa giornata in cui, superata l’emergenza per l’equipaggio, si è dovuto dedicare alla stima dei danni ed ai contatti con assicurazioni e clienti.
Tirano il fiato anche gli uomini della centrale operativa della compagnia che hanno lavorato senza sosta per coordinare al meglio gli aiuti, portando il loro sostegno all’equipaggio ed ai loro parenti a casa consumati dalla preoccupazione. Mogli e madri stamani hanno esultato quando gli è stato annunciato che l’equipaggio era ormai fuori pericolo. Qualcuna ha anche pianto.
Stremati anche i 21 membri dell’equipaggio che nella notte tra sabato e domenica si sono fatti forza l’uno con l’altro riuniti sul ponte di comando affrontando la notte più lunga, mentre il rollio a 40 gradi faceva sbandare la nave minacciando di ribaltarla ed il vento soffiava a oltre cento chilometri orari. Hanno ancora negli occhi il buio infernale nella vana attesa di soccorsi.
Solo dopo la seconda notte in mezzo alle onde, è arrivato il rimorchiatore Simoon, che sfidando un mare forza dieci, sabato pomeriggio era partito da Creta per accorrere in aiuto. Ai quattro uomini sul ponte di prua ha lanciato il cavo d’acciaio, il cavo della salvezza che li ha trainati fino al porto di Alessandria d’Egitto, dopo un’operazione delicata, quella dell’aggancio, che li ha tenuti col fiato sospeso, mentre il mare ed il vento, meno inclementi dei giorni precedenti, lasciavano che nei loro cuori si facesse sempre più forte la certezza di arrivare.
