ENNA, 28 APR – ''Se mio figlio avesse fatto una cosa del genere avrei chiesto perdono e poi lo avrei ripudiato non l'avrei mai piu' voluto vedere''. Lo dice Isabella Castro, la mamma di Vanessa Scialfa la giovane di 20 anni strangolata dal convivente Francesco Lo Presti. La donna e' davanti al tribunale di Enna insieme al marito. Stanno aspettano che sia eseguita l'autopsia sul corpo della giovane, che si terra' oggi pomeriggio all'obitorio del cimitero. ''Se mi avesse cercata forse l'avrei abbracciata – aggiunge -. Capisco che anche per loro e' un dolore. Ma un giorno lei potra' riabbracciare suo figlio, Vanessa non tornera' mai piu'''.
''E' una giornata difficile, molto dolorosa, pesante. Un peso non tollerabile – afferma Giovanni Scialfa, padre della vittima – stiamo aspettando che ci consegnino mia figlia per darle finalmente un bacio''. I genitori di Francesco Lo Presti sono invece chiusi in casa ''Non vogliamo dire niente – dice la sorella dell'omicida al citofono -. E' giusto che rispettiate il nostro dolore''. ''Tanto tranquillo non sembrava – dice il portiere dell'albergo Federico II, dove Francesco aveva lavorato fino alla mattina del delitto quando si era licenziato -. Si capiva che aveva problemi suoi personali. Ma non avrei mai pensato fosse stato capace di uccidere una persona''. Oggi comunque sono in pochi a volere parlare di Francesco e anche gli amici di sempre fanno fatica. ''Lo conosco da quando avevamo 14 anni, dall'adolescenza. – dice Gaetano Santi Cutrona – Lo ricordo come un ottimo ragazzo. Affabile e sempre disponibile verso gli altri che pero' negli ultimi anni ha fatto un percorso diverso, delle scelte diverse''.
