Diciotto indagati a Milano per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’insider trading e all’aggiotaggio con l’aggravante della transnazionalità.
La chiusura delle indagini giunge a conclusione dell’operazione “Texada”, durata quattro anni e che costituisce lo stralcio di una più vasta inchiesta che ha visto protagonisti gli affiliati alla nota famiglia mafiosa dei Rizzuto, con base nel nord America, nei cui confronti sono stati già eseguiti arresti nell’ottobre 2007. I diciotto italiani, tra cui figurano anche promotori finanziari e di società di intermediazione mobiliare, operavano su mercati regolamentati italiani o stranieri, con lo scopo di truffare i risparmiatori attraverso una serie di illeciti tipici del cosiddetto “market abuse”.
Dal 2004 al 2008, hanno manipolato, attraverso informazioni privilegiate e false, l’andamento del titolo “Infinex”, quotato all’Over the counter della Borsa statunitense e al mercato regolamentato di Brema e Berlino.
Attraverso sofisticate tecniche di Borsa, gli indagati gonfiavano e sgonfiavano i prezzi dei titoli sul mercato attivandosi con operatività frenetiche sui titoli coinvolgendo negli acquisti e nelle vendite numerosi ignari investitori. Il profitto degli indagati e dei loro mandanti, nei quattro anni di manipolazione del titolo ammonta a circa quindici milioni di euro, veicolati attraverso l’apertura di conti correnti in Svizzera nelle casse canadesi dei capi dell’organizzazione mafiosa.
Tra gli indagati figurano alcuni personaggi già noti alle cronache per avere in passato abusivamente sollecitato il pubblico risparmio su alcuni investimenti rivelatisi in seguito una truffa . Gli indagati avevano tentato, senza riuscirvi, di acquisire il controllo di una società di intermediazione mobiliare milanese.