Lo spazio aereo del Nord Italia è stato chiuso fino alle 14 di domenica, a causa dell’arrivo della nube proveniente dal vulcano islandese Eyjafjallajokull.
La nube, dopo avere vagato tutto sabato lungo i Pirenei e avere proteso la sua ombra fino al Portogallo, a Barcellona, Madrid e Marsiglia, costringendo a terra 5 mila voli, in nottata è arrivata sopra l’Italia.
La conseguenza è stata la decisione dell’Enac di chiudere lo spazio aereo del NordOvest d’Italia sino alle 14.
L’arrivo della nube in Italia, secondo le stime del Vaac, è avvenuto nella notte, ma per ora “non c’é nessuna previsione di blocco” totale del traffico aereo, stando al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Tuttavia, il rischio che si ripeta il caos aereo di metà aprile, che ha trasformato i cieli europei in una grande ‘no fly zone’, resta comunque reale.
“L’attività eruttiva è tornata ai livelli del 15-16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo”, ha detto Mike Burton, ricercatore della sezione di Pisa dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), tornato oggi sul vulcano islandese. Incurante dei disagi che provoca, Eyjafjallajokull continua ad eruttare, facendo ricadere sull’Islanda polveri e cenere fastidiose. Oggi una sessantina di persone che abitano nella zona ha lasciato volontariamente le case. Per ora, però, non c’é nessun piano di evacuazione da parte delle autorità
Secondo il Centro di controllo europeo delle polveri vulcaniche (Vaac), a spingere la nube di cenere verso l’Italia è stato il gioco delle correnti aeree in quota. Favorite da un’area anticiclonica sull’alto Atlantico e da un’area depressionaria a ridosso della penisola iberica, le correnti saranno dirette da nord verso sud, dall’Islanda alla Spagna, e poi da ovest sud-ovest verso est nord-est, cioè dalla Spagna in direzione dell’Italia.
La situazione non sembra destinata a cambiare nei prossimi giorni. Sono quindi attesi nuovi disagi per i passeggeri aerei, dopo quelli registrati anche oggi per via della cancellazione di 5.000 voli e dei ritardi causati dalla restrizione della ‘fly-zone’, in particolate ai voli transatlantici riprogrammati per evitare la nube.
Eurocontrol, l’ente europeo per la sicurezza dell’aviazione civile, ha registrato sabato 25 mila voli in Europa, mentre venerdì quelli effettuati sono stati 30.342.
In Spagna, sulla costa atlantica e del nord, sono stati una ventina gli aeroporti chiusi per decisione dell’autorità aerea spagnola Aena. Stasera alle 22 ha però ripreso a funzionare l’aeroporto El Prat di Barcellona, importante ‘hub’ che era stato chiuso alle 15:30.
Al momento il pericolo di gravi disagi sembrerebbe così scongiurato per i partecipanti al Gran Premio di Formula 1 in programma domani nella città catalana. Sono già stati riaperti anche scali spagnoli come Saragozza a Valaldolid mentre altri come quello di Vigo dovrebbero riprendere l’attività alle 02:00 di domenica.
Alle 08:00 di domenica riaprono altri scali ancora tra cui quello di La Coruna-Santiago di Compostela. Sono stati circa 900 i voli annullati ieri in Spagna e per almeno un centinaio lo stesso è accaduto in Portogallo .
Dalle 19 italiane di sabato, inoltre, viene segnalata anche una riduzione dei voli transatlantici. La nube ha causato problemi anche nel sud della Francia: l’aeroporto di Marsiglia ha annunciato l’annullamento di una quindicina di voli, facendo inizialmente temere uno stop aereo in concomitanza con il Festival del cinema di Cannes in programma dal 12 al 23 maggio.
La Direzione generale per l’aviazione civile (Dgac) in serata di sabato ha fatto tuttavia sapere che domenica gli scali francesi saranno aperti e che un volo di monitoraggio effettuato oggi dall’Air France “non ha riscontrato nessuna anomalià.